Domenica delle Palme, ma in quarantena: non è un addio alla tradizione e alla gioia

Domenica delle Palme, ma in quarantena: non è un addio alla tradizione e alla gioia

Mentre noi restiamo chiusi in casa nella speranza che il Mondo fuori smetta di morire, il tempo trascorre senza stare tanto a pensare di aspettarci: in piena quarantena, infatti, la Domenica delle Palme – e con lei la Pasqua – arriva lo stesso, inesorabile e puntuale.

Il passato non cambia e con sé la sua storia, ancora una volta ricorrerà l’anniversario dell’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme, in Israele, in sella a un asino. Si ricorderà Cristo mentre, acclamato dalla folla, si guarda intorno e vede i cittadini mentre lo osannano sventolando vigorosamente dei ramoscelli di palme e ulivo al cielo: da qui “la Domenica delle Palme”.


Dalla comunione e dalla condivisione nasce questo costume e da queste anche la Pasqua ormai vicina, dalla vicinanza e dall’affetto come molte delle festività religiose. Dal senso di accomunamento nasce anche l’abitudine – ai giorni nostri – di riunirsi di fronte alla chiesa che sta per celebrare la messa e lì – in ausilio del prete – benedire e santificare i rami d’ulivo che accompagneranno i fedeli nella loro processione verso la Casa del Signore.

Mille e mille in più anni di storia si nascondono all’interno di questa processione, dentro le chiese e nelle piazze, agli angoli delle strade dove “commercianti” di ogni genere vendono i ramoscelli e le palme da innalzare al cielo, puntualmente intrecciati alla perfezione e con cura, foglia dopo foglia.



Come detto prima, la Domenica delle Palme arriverà comunque, che il popolo la attenda, la segua o meno. Quest’anno non ci saranno processioni e riunioni, non ci si potrà incontrare di fronte a nessuna chiesa e non si potrà comprare alcun ramoscello o palma: quest’anno la domenica che precede la Pasqua avrà un sapore ben più amaro del solito cioccolato, saprà quasi di nostalgia e di un filo di tristezza, diversamente dal solito.

Tristezza che però non deve allontanarci dal messaggio che questa festività comunica: tutto rinasce. Tutto torna al suo stato iniziale, tutto si completa e niente finisce davvero, tutto rinasce anche quando sembra davvero impossibile, tutto rivive nel ricordo e nell’affetto di chi ha memoria.

Tutto rinasce, anche le tradizioni, anche le riunioni, gli abbracci, gli auguri, tutto rinasce e anche le processioni, le preghiere, i ramoscelli agli angoli delle strade e i venditori ambulanti.

Oggi si festeggia la Domenica delle Palme e nessuno andrà a Messa, ma questo non vuol dire che non si possa più pregare in attesa di poter tornare in chiesa.

Secondo la cultura greco-romana, la palma è simbolo di trionfo e vittoria e nessuno la terrà in mano, ma questo non vuol dire che non vinceremo le nostre battaglie: saremo solo un po’ in ritardo, diversamente dalle festività che – per fortuna – arrivano puntuali e improrogabili.

Immagine di repertorio