Documenti a terra, vetri rotti e pc rubato: furto nella sede Ugl di Catania, catanese indagato

Documenti a terra, vetri rotti e pc rubato: furto nella sede Ugl di Catania, catanese indagato

CATANIA – Nella mattina dello scorso 1 settembre, agenti del commissariato Centrale del capoluogo etneo sono intervenuti, unitamente a personale della Digos, nella sede sindacale dell’Ugl in via Teatro Massimo.


Un dipendente di quel sindacato, infatti, giungendo in ufficio ha notato che, in nottata, ignoti malfattori, probabilmente arrampicandosi sino al primo piano lungo la facciata esterna dell’edificio, hanno forzato una finestra, di cui hanno rotto i vetri, e si sono introdotti all’interno.


In particolare è stato rilevato che è stata forzata la porta dell’ufficio del segretario generale, dove è stato aperto un cassetto della scrivania; vari fascicoli e documenti sono stati buttati a terra. L’uomo ha evidenziato anche la mancanza di un computer portatile e della somma di 50 euro.


I poliziotti intervenuti, dopo aver visionato le immagini del sistema di videosorveglianza interna, hanno riconosciuto in maniera inconfutabile F.D., un 43enne catanese già noto per i suoi trascorsi giudiziari, in atto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.



Il personale della polizia scientifica intervenuto ha rilevato la presenza di tracce ematiche, appurando che il malfattore si è ferito infrangendo il vetro della finestra dalla quale si era introdotto. I poliziotti, a questo punto, si sono posti alla ricerca del responsabile.

Nello stesso pomeriggio, la pattuglia della Digos intervenuta per il sopralluogo, ha rintracciato e riconosciuto l’autore del furto, che si trovava in via Garibaldi.

Bloccato e accompagnato al commissariato Centrale, l’uomo ha ammesso di essersi introdotto nella nottata nella sede dell’Ugl e ha condotto i poliziotti nei pressi della sua abitazione, facendo ritrovare il computer che lui stesso aveva celato all’interno di una grossa crepa di un muro di una casa in stato di abbandono.

Costui è stato, poi, indagato per il reato di furto aggravato e segnalato all’autorità giudiziaria avuto riguardo l’infrazione degli obblighi della misura di prevenzione alla quale era sottoposto. Il pc è stato recuperato e riconsegnato ai legittimi proprietari.

Immagine di repertorio