Detenzione di armi, controlli ai possessori: revocati 53 porti d'arma, 45 sequestri di pistole e fucili - Newsicilia

Detenzione di armi, controlli ai possessori: revocati 53 porti d’arma, 45 sequestri di pistole e fucili

Detenzione di armi, controlli ai possessori: revocati 53 porti d’arma, 45 sequestri di pistole e fucili

ENNA – Particolarmente intensa nel corso del 2019 è stata l’attività della divisione Polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione della Questura di Enna e delle omologhe articolazioni dei commissariati distaccati della provincia, mirata al controllo delle armi e dei requisiti soggettivi necessari alla titolarità sia dei porto d’armi che dei nulla osta per la loro detenzione.

Nel corso di quest’anno sono state sequestrate, ai sensi dell’artico 39 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, 45 armi, tra pistole e fucili sottratte a soggetti che non avevano i requisiti per poterle legittimamente possedere.



È stata inoltre predisposta una verifica ad ampio raggio sulla detenzione e l’uso delle armi, che a seguito di specifica attività di verifica e controllo, principalmente eseguita dalla divisione di Polizia amministrativa della Questura di Enna o su segnalazione delle altre forze di Polizia, ha consentito la revoca di ben 53 porti d’arma.

In tutta la provincia di Enna, sono 4.420 i cittadini a essere validamente titolari di un titolo di polizia che abilita al porto di un fucile ad uso caccia o per uso sportivo e tiro a volo. Mentre nel solo comune di Enna sono circa 2860 le persone che hanno un’autorizzazione a detenere un’arma unicamente nello spazio delle mura domestiche senza possibilità, quindi, di poterla portare fuori dal luogo di detenzione specificamente indicato.


È opportuno ricordare che di recente, in osservanza della direttiva europea n. 853/2017, è stato emanato il Decreto Legge n. 104 del 2018, che reca alcune modifiche in materia di certificazione medica.

In particolare, tale normativa ha previsto la riscrittura dell’articolo 38, 4° comma, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, introducendo nei confronti di coloro che detengono armi (precisando solo coloro che hanno l’autorizzazione alla detenzione e non anche al porto) l’obbligo di presentare all’ufficio locale di pubblica sicurezza o in assenza al locale comando dei carabinieri, ogni 5 anni, un certificato medico attestante che il detentore non è affetto da malattie mentali o da vizi che ne diminuiscano anche temporaneamente la capacità d’intendere e di volere.

Tale certificato può essere rilasciato dal settore medico legale dell’Azienda sanitaria locale o da in medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La disposizione di legge ha previsto che nella fase di prima applicazione i detentori debbano assolvere l’obbligo di presentare la certificazione medica entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore, termine scaduto lo scorso 14 settembre.

Molti in questi ultimi mesi sono stati i cittadini che hanno regolarizzato la loro posizione producendo il certificato medico richiesto. Proprio in questi giorni sia il personale della divisione P.A.S.I. della Questura e dei commissariati distaccati presenti in provincia e delle Stazioni dei carabinieri stanno verificando la posizione di quanti non hanno invece provveduto e per i quali a breve si procederà, cosi come prevede la legge, non solo a diffidarli per l’adempimento richiesto ma anche a promuovere il relativo procedimento amministrativo che porterà inevitabilmente al divieto di detenzione d’armi.

Immagine di repertorio

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