Da vittima di usura a compagna del “boss”: il ruolo delle donne arrestate nell’operazione “San Paolo”

Da vittima di usura a compagna del “boss”: il ruolo delle donne arrestate nell’operazione “San Paolo”

SIRACUSA – Le indagini delle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione “San Paolo”, che ha portato all’arresto di 24 persone, hanno permesso di ricostruire il ruolo delle donne all’interno dell’associazione a delinquere vicina al clan Aparo.


A coadiuvare i Calafiore, e in modo particolare Giuseppe Calafiore, nella gestione dell’associazione per delinquere finalizzata all’usura vi erano le donne di casa: la madre, Antonia Valenti, col compito di custodire la contabilità e il denaro, e la compagna, Clarissa Burgio.


Quest’ultima era inizialmente vittima di usura da parte dei Calafiore, ma è poi divenuta compagna di Giuseppe diventando, quindi, il suo naturale sostituto, quando Calafiore era stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e ristretto in carcere per un breve periodo.


A Giuseppe Calafiore era come detto, deputata la tenuta della contabilità mediante appunti che materialmente erano custoditi dalla madre, Antonia Valenti, destinataria anche lei di misura cautelare. Negli appunti, oltre che sulle pagine dei calendari della casa, erano annotati nominativi, ammontare delle rate, date in cui i pagamenti dovevano essere effettuati, oltre che la contabilità dei prestiti che Giuseppe Calafiore aveva erogato a titolo personale, fuori dall’influenza del clan.