Critiche di Musumeci all’Anas dopo incidente lungo la A19: la società risponde al presidente

Critiche di Musumeci all’Anas dopo incidente lungo la A19: la società risponde al presidente

PALERMO – In riferimento alle ennesime critiche rivolte ieri dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci nei confronti di Anas, in seguito al blocco della circolazione sulla viabilità in bypass al viadotto Cannatello dellautostrada A19 “Palermo-Catania”, a causa di un sinistro che ha visto coinvolto un mezzo pesante, la società che gestisce l’arteria dice la sua.

“Per quanto riguarda l’incidente – si legge nella nota –, va precisato che non si è verificato lungo il percorso alternativo indicato da Anas per i mezzi pesanti eccedenti le 3,5 tonnellate in direzione Palermo-Catania che, in base all’Ordinanza Anas n. 247 del 27/12/19, prevede l’uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120 e 117, il rientro in autostrada allo svincolo di Mulinello. Tale percorso alternativo è quello che Anas consiglia di percorrere a prescindere dalle condizioni di traffico e meteorologiche, in sostituzione di quello con uscita a Resuttano che prevede la percorrenza delle strade provinciali SP19 e SP112, lungo le quali tuttavia, è bene sottolinearlo, non era e non è in vigore alcuna limitazione al transito in ordine a limiti di sagoma o massa. L’incidente che ha causato il blocco dei mezzi pesanti è avvenuto su un tratto di strada provinciale, e non sul percorso alternativo indicato da Anas, circostanza che sembra non essere nota al presidente della Regione. Lungo tali strade provinciali Anas, è bene ribadirlo, non ha alcuna competenza; nonostante ciò, nello spirito di fattiva e leale collaborazione tra istituzioni, su richiesta delle amministrazioni locali ha comunque provveduto ad avviare interventi urgenti di messa in sicurezza del piano viabile, attualmente in corso di esecuzione”.


Le risposte si riferiscono anche alle continue critiche del presidente sulle autostrade siciliane, in quanto “è opportuno ricordare ai siciliani – prosegue la nota – che le autostrade siciliane in gestione diretta di Anas sono la Tangenziale di Catania, l’autostrada Catania-Siracusa, l’A19 Palermo-Catania, l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo e le sue diramazioni per Trapani e per gli aeroporti di Birgi e Punta Raisi. Le autostrade A18 “Messina-Catania”, A20 Messina-Palermo e Siracusa – Gela, quest’ultima da anni in esercizio soltanto fino a Rosolini, sono invece di competenza del Consorzio Autostrade Siciliane, Ente Pubblico regionale alle dirette dipendenze di Musumeci”.

Infine, la società nega di perseguire la politica delrappezzo“. Anzi precisa che la Direzione Operativa nazionale e la Direzione regionale siciliana di Anas hanno predisposto fin dal 2017 un piano di manutenzione straordinaria dell’A19 articolato e completo che prevede investimenti pari a 850 milioni di euro lungo tutta l’arteria, in parte già eseguiti, e più in generale, un piano di manutenzione programmata di tutta la rete stradale siciliana per il quale sono previsti 1,1 miliardi di euro, dei quali circa 180 milioni in interventi già attivi e 600 milioni per interventi di prossima attivazione.



“Ovviamente l’avvio e l’avanzamento degli interventi di manutenzione – conclude l’Anas nella nota – e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l’esigenza di accelerare l’attuazione mediante l’attivazione di più cantieri contemporanei e l’opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. Tale necessità nasce sicuramente da un gap manutentivo che si è accumulato negli scorsi decenni, problema peraltro non limitato alla Sicilia ma diffuso in gran parte del Paese, che però non è attribuibile ad Anas né tanto meno all’attuale gestione, ma a scelte politiche del passato che non hanno previsto lo stanziamento di fondi adeguati per la manutenzione”.

Immagine di repertorio