Crisi grande distribuzione e altre aziende VS arrivo nuovi fondi per la Forestale: spiragli di speranza per il 2020?

Crisi grande distribuzione e altre aziende VS arrivo nuovi fondi per la Forestale: spiragli di speranza per il 2020?

Crisi grande distribuzione e altre aziende VS arrivo nuovi fondi per la Forestale: spiragli di speranza per il 2020?

PALERMO – Un 2019 che ha confermato l’andatura degli anni precedenti in Sicilia riguardo ai problemi relativi alle vertenze sindacali e ai licenziamenti nelle aziende.


Sin dai primi giorni dell’anno ha tenuto banco la vicenda del Gruppo Abate, attivo da anni e con un ruolo di non poco conto nella grande distribuzione, e relativa in particolare alla società che gestiva il ramo logistico, la Ltm. Quest’ultima ha visto anche un incontro all’interno del Centro Popolare Colapesce, mentre la questione nel suo complesso ha visto prima il passaggio di 300 dipendenti al Gruppo Arena e poi l’acquisto di 21 supermercati da parte del marchio MD.


Sempre a partire dal primo mese dell’anno appena terminato ha fatto parlare di sé anche il caso Dacca, azienda produttrice di stoviglie monouso con sede ad Aci Catena, nel Catanese. Essa ha chiuso i battenti nei primi giorni del mese di giugno e a luglio 94 lavoratori hanno ottenuto la cassa integrazione.

La sua parte l’ha fatta anche l’Amt, Azienda Metropolitana Trasporti, società che gestisce a Catania il trasporto su gomma. Già da inizio anno è stata lamentata la mancanza di sovvenzionamenti da parte del Comune etneo e in seguito ci sono state delle proteste, stoppate dall’arrivo degli stipendi a marzo. Il culmine però è stato toccato in estate, quando essa ha visto da vicino lo spettro del fallimento, con lo stop delle corse che è stato scongiurato a inizio luglio. Non sono mancati problemi riguardanti il pagamento delle quattordicesime, ma nel mese di ottobre è stata ufficializzata l’assunzione di 40 nuovi autisti, divenuta effettiva a dicembre.

A inizio febbraio è toccato ai dipendenti della Dusty di Giarre, nel Catanese, far sentire la loro voce e alla fine dello stesso mese sono stati quelli della Sirti, società attiva nel ramo della realizzazione di reti per le telecomunicazioni, a combattere contro lo spettro dei licenziamenti. Anche il settore delle costruzioni non è stato immune da pericoli, con le vicende relative alla ditta consortile San Marco Scarl, alla cessione del ramo d’azienda della Tecnis, acquisita in toto dalla DAgostino Costruzioni, e alla Cmc di Ravenna, società appaltante della costruzione delle tratte Nesima-Monte Po’ e Stesicoro-Palestro della metropolitana del capoluogo etneo, della Strada Statale 640 Caltanissetta-Agrigento e della Strada Statale Palermo-Agrigento.

Rimane turbolenta la situazione della Blutec, società produttrice di auto con stabilimento a Termini Imerese, nel Palermitano. Abbiamo visto come si siano susseguiti nel corso dell’anno i sit-in di protesta da parte dei dipendenti e soprattutto il sequestro da 16 milioni di euro che l’azienda ha subìto nel mese di luglio. Durante le azioni di protesta un operaio è arrivato anche a montare una tenda davanti ai cancelli e a fine ottobre è arrivata una cassa integrazione per i lavoratori.

Non sono spariti dalla scena neanche i problemi inerenti ai Consorzi di Bonifica, mentre un altro grande colosso della grande distribuzione locale, il gruppo Distribuzione Cambria, andato in un primo momento in concordato fallimentare, ha visto il suo piano di ristrutturazione. Anche la querelle dovuta alla situazione non buona del teatro Bellini di Catania ha occupato le prime pagine e sembra ancora lontana da una soluzione definitiva.

Il comparto delle forze dell’ordine ha visto delle novità positive prima con lo stanziamento di 25 milioni di euro per la Forestale e con i finanziamenti per i vigili del fuoco per l’equiparazione alle altre forze di polizia, mentre nel settore dei call center le proteste hanno toccato sia l’azienda Monnalisa Contact a Misterbianco, nel Catanese, che la più nota Almaviva Contact a Palermo, per la quale sono stati scongiurati i licenziamenti. Il dissesto del Comune di Catania è stato affrontato anch’esso dai sindacati in piazza Duomo.

Il settore chimico delle industrie ha visto a luglio un sit-in di protesta davanti alla sede della Lukoil a Priolo Gargallo, nel Siracusano, e nel mese successivo è toccato ai dipendenti della Papino Elettrodomestici far sentire la loro voce in prefettura per i mancati stipendi. A maggio ci fu il problema della separazione della Jonica, società di trasporti con sede a Messina, dell’Ast, Agenzia Siciliana Trasporti, che si occupa del trasporto su gomma in tutta l’isola. Per quest’ultima sono state denunciate altre criticità in piena estate.

Il settore dei trasporti ha visto la protesta a maggio sulla Strada Statale CataniaRagusa per l’approvazione della costruzione dell’autostrada nello stesso tratto. Ad agosto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha tenuto un incontro con i sindacati riguardo alle opere della provincia di Catania e a settembre è stato raggiunto un accordo per i 15 lavoratori del cantiere per l’adeguamento del viadotto Simeto sull’autostrada A19 Palermo-Catania.

Un evento clou è avvenuto a fine settembre con lo Sciopero Globale del Clima, al quale anche i sindacati hanno partecipato. L’emergenza abitativa è stata discussa durante un incontro davanti all’assessorato ai Servizi Sociali a Catania, mentre la crisi del settore edile è stata affrontata attraverso un sit-in dei sindacati davanti alla prefettura di Catania. A fine anno i problemi della grande distribuzione si sono fatti risentire dapprima per la catena Coop e in seguito per i dipendenti dei supermercati Fortè, che non hanno di certo passato un sereno Natale. Infine i docenti scolastici hanno denunciato le conseguenze negative dell’approvazione della legge di bilancio.

Immagine di repertorio