La Corte di Strasburgo tuona contro l’Italia: “Contrada non andava condannato”

La Corte di Strasburgo tuona contro l’Italia: “Contrada non andava condannato”

PALERMO – La Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha sede a Strasburgo, ha condannato lo Stato italiano a versare 10 mila euro per danni morali a Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde, ex capo della Mobile di Palermo, condannato in via definitiva a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e libero dal 2012 per fine pena.

Contrada, secondo i giudici, non doveva essere condannato per concorso esterno perché all’epoca dei fatti, tra il 1979 ed il 1988, il reato non “era sufficientemente chiaro”.

“Ho presentato due mesi fa la quarta domanda di revisione del processo a Bruno Contrada e la corte d’appello di Caltanissetta mi ha fissato l’udienza per il 18 giugno – ha spiegato Giuseppe Lipera, avvocato di Contrada – La sentenza di Strasburgo sarà un altro elemento per ottenere la revisione della condanna” e ha aggiunto “Adesso capisco perché nonostante le sofferenze quest’uomo a 84 anni continui a vivere”.

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