Consegna viadotto Himera sull’A19 in ritardo, ma l’emergenza Covid-19 non ferma i lavori

Consegna viadotto Himera sull’A19 in ritardo, ma l’emergenza Covid-19 non ferma i lavori

SCILLATO – La riapertura del nuovo viadotto sul torrente Polcevera a Genova a poco meno di due anni dal crollo ha stimolato un dibattito riguardo a un caso simile avvenuto nella nostra isola. Sono passati cinque anni dal cedimento a causa di una frana del viadotto Himera sull’autostrada A19 PalermoCatania, un evento che da quel momento ha rappresentato un grosso buco per la viabilità siciliana.


La consegna dell’infrastruttura, prevista per aprile, è slittata di almeno qualche altro mese. Una lunga storia segnata da diversi eventi che porta i siciliani a chiedersi quando avrà fine. La procedura per la ricostruzione è stata di tipo ordinario e ha visto tre anni per l’assegnazione dell’appalto e ulteriori 12 mesi per l’inizio dei lavori. Le cause tecniche, ambientali ed economiche dell’ulteriore rinvio della consegna della nuova struttura le mostra il responsabile della struttura territoriale Anas Sicilia, Valerio Mele, che sottolinea anche come procedano attualmente i lavori, in corso a pieno regime nonostante l’emergenza Covid-19. Quest’ultima ha comunque avuto un ruolo nel prolungamento dei tempi, perché gli esecutori dei lavori si sono dovuti attrezzare.


“I lavori di ricostruzione – afferma Mele – hanno avuto avvio a maggio 2018. Il cronoprogramma, che prevedeva la scadenza contrattuale alla fine del 2019, è stato successivamente aggiornato con ultimazione alla primavera 2020. Tale aggiornamento è stato imputabile, in parte, alle avversità meteorologiche dell’inverno 20182019, che hanno rallentato la realizzazione delle opere di fondazione, ma soprattutto al ritardato avvio del varo dell’impalcato metallico, causato da sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, che aveva presentato istanza di concordato. Le difficoltà dovute all’emergenza Covid19 hanno comportato un ulteriore slittamento dei tempi di consegna, dovendo necessariamente procedere con un numero inferiore di operai al fine di mantenere le distanze interpersonali. Non va poi trascurato l’impatto sull’andamento del cronoprogramma che ha avuto la chiusura di alcune aziende del nord coinvolte nella filiera delle forniture. Al momento sono state completate le fondazioni delle nuove pile e i rostri a protezione, è stata ultimata la realizzazione delle nuove pile e dei pulvini, sono stati completati gli interventi di consolidamento e rinforzo della preesistente pila 16 e sono in via di ultimazione quelli relativi alla preesistente pila 22, che saranno completati entro metà maggio. Contemporaneamente, sono in avanzato stato di esecuzione le operazioni di montaggio dell’impalcato che sarà successivamente posizionato sulle pile. Il cantiere del viadotto Himera è tra i pochissimi in Sicilia che non si sono mai fermati durante questa fase di emergenza Covid-19, pur avendo avuto un forte rallentatamento per garantire le misure aggiuntive di sicurezza per prevenire il contagio e la diffusione del virus. I lavori proseguono e il completamento dell’opera avverrà durante la stagione estiva”.




I paragoni con la riapertura del ponte sul Polcevera si sprecano, ma la storia è totalmente diversa soprattutto riguardo all’excursus che si è potuto seguire e c’è da ricordare che i costi sono stati maggiori. Il dilemma riguardante le società fornitrici fa sempre la sua parte.

“Il viadotto sul Polcevera a Genova – conclude Mele – ha potuto beneficiare di procedure commissariali, in deroga alle normali procedure, mentre la ricostruzione del viadotto Himera ha invece seguito le procedure ordinarie, secondo il quadro di riferimento normativo vigente. Ricordiamo che, dopo l’attivazione della frana che ha investito il ponte in direzione Catania, grazie alle procedure commissariali Anas realizzò il bypass provvisorio in pochi mesi dall’evento, bypass che oggi comporta un allungamento del tracciato di un paio di chilometri e maggiori tempi di percorrenza inferiori ai due minuti. L’adozione di procedure straordinarie consente infatti di ridurre enormemente i tempi per la progettazione, per l’acquisizione delle autorizzazioni e per la procedura di gara. Non ultimo il fattore costo, basti pensare che il ponte di Genova ha un costo al metro quadro tra le due e le tre volte superiore al costo di un’opera ordinaria come l’Himera. È innegabile che i ritardi accumulati finora sono dovuti principalmente a problematiche relative ai fornitori dell’impresa aggiudicataria, peraltro problematiche non prevedibili neanche dallo stesso appaltatore”.

Si ringrazia Angelo Papalia per le immagini