Il Comitato Pendolari chiama, la Regione non risponde: ancora disagi sulle tratte ferroviarie

Il Comitato Pendolari chiama, la Regione non risponde: ancora disagi sulle tratte ferroviarie

SIRACUSA – I problemi dei servizi siciliani su rotaia continuano a perseguitare i pendolari.

Questa mattina, infatti, il treno delle ore 6,04 con partenza da Siracusa e arrivo a Taormina è giunto a Catania con 70 minuti di ritardo per poi essere soppresso. Un disagio, unito anche a quello del treno di mezz’ora dopo che ha portato altri 60 minuti di ritardo, che ha lasciato scontenti molti passeggeri e ha offerto l’occasione al Comitato Pendolari di dare libero sfogo ai propri pensieri.

A far notare gli innumerevoli problemi è il presidente Giosuè Malaponti, che, per gradi, ricostruisce le dinamiche di un “viaggio tipo”: “Partendo da Siracusa, i ritardi sono causati spesso dal malfunzionamento dei passaggi a livello. Giustamente, se non si abbassano, il treno è costretto a fermarsi per ragioni di sicurezza. Ma, quello che suona veramente strano è la soppressione della tratta una volta giunti a Catania”.

Quello dei passaggi a livello, tuttavia, non è un problema circoscritto al siracusano. Come afferma lo stesso Malaponti, anche nel trapanese, specificatamente ad Alcamo, si riscontra la stessa inefficienza.

Ma, se questa mattina ormai è passata, si deve pensare anche a quello che può essere il futuro. Infatti, dal prossimo lunedì 14, la tratta Caltagirone-Gela verrà soppressa: “Andando sul sito di Trenitalia – continua il presidente del Comitato – digitando queste località come partenza e arrivo verrà consigliato un tragitto che dura circa 10 ore. Il che significa che uno deve uscire il giorno prima per andare a lavoro. Una cosa inspiegabile”.

Quello che lascia molto perplessi, però, è il tipo di comunicazione tra azienda e Regione. Tecnicamente, infatti, la segnalazione dei problemi dovrebbe essere rivolta anche all’amministrazione. Da qui dovrebbe cominciare un dialogo per trovare una soluzione, cosa mai accaduta. E Malaponti prosegue nella sua descrizione delle dinamiche: “Devo dire che in Trenitalia abbiamo trovato un ottimo interlocutore, disponibile ad ascoltarci e a cercare delle soluzioni. Il punto è che l’intervento della Regione è determinante, ma non abbiamo avuto risposta. tempo fa ho mandato delle mail a 4 indirizzi, tre politici e uno dell’azienda. Ho avuto feedback solo da quest’ultima”.

Nonostante gli sforzi, il Comitato esclude un intervento più estremo: “Anche se volessimo bloccare tutto, non converrebbe. Che risposta avremmo? Di sicuro dovremo risarcire Trenitalia per i disagi che porteremo”.

È risaputo che il sistema ferroviario è obsoleto, ma arrivare a questo punto sembra davvero troppo, considerando che siamo nel 2015. E allora, anche il Comitato Pendolari cerca risposta a una domanda: “Qual è l’attenzione da parte della Regione?”

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