Il Codacons denuncia banca per usura, estorsione ed appropriazione indebita ai danni di un imprenditore catanese

Il Codacons denuncia banca per usura, estorsione ed appropriazione indebita ai danni di un imprenditore catanese

RAGUSA – Il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi, ha reso noto la sua vicinanza agli utenti vittime del sistema bancario ed ha depositato alla procura della Repubblica di Ragusa una denuncia per usura, estorsione ed appropriazione indebita nei confronti di una importante banca nazionale.

La vicenda riguarda un imprenditore catanese che aveva stipulato due contratti di apertura di credito in conto corrente e veniva continuamente vessato da insistenti ed esorbitanti richieste di pagamento da parte della banca.

La perizia tecnico-contabile ha evidenziato in entrambi i conti il macroscopico, reiterato e continuo esubero del tasso soglia antiusura, pubblicato trimestralmente dalla Banca d’Italia, nello specifico l’imprenditore, lungi dall’essere debitore, risultava creditore nei confronti della banca per diverse decine di migliaia di euro.

Nonostante il maltrattato utente abbia provveduto a contestare formalmente le intimazioni di pagamento la banca non solo ha continuato a sollecitare i pagamenti ma ha segnalato la posizione dell’utente “a sofferenza” alla centrale dei rischi della Banca d’Italia.

 “L’illegittima segnalazione “a sofferenza” presso la Centrale rischi – afferma il legale Sardella, avvocato dell’imprenditore – di fatto, ha paralizzato l’accesso al credito dell’imprenditore ed ha determinato l’effetto “a cascata” di richieste di rientro da parte di tutti gli altri istituti con cui collaborava, e la conseguente crisi e successiva chiusura dell’impresa. La dolosa consapevolezza della banca – continua l’Avv. Sardella –  si ricava dall’aver superato in numerosi trimestri i tassi soglia attraverso l’applicazione di interessi elevatissimi, commissioni, remunerazione, spese rilevanti. Inoltre, è altamente improbabile ritenere che i rappresentanti dell’Istituto di credito non fossero consapevoli di aver applicato condizioni di usura, a maggior ragione perchè nel corso del rapporto l’imprenditore ha mosso specifiche e formali contestazioni alla banca responsabile. Pertanto, la successiva attività di recupero del credito e di segnalazione alla Centrale rischi da parte della banca ha materializzato anche condotte estorsive, poiché, consapevolmente, ha richiesto il frutto dell’indebito, nella piena consapevolezza del proprio agire. La banca si è inoltre indebitamente appropriata della somma di cui l’utente risulta creditore nonostante la formale e precisa diffida all’immediata restituzione.

Dopo quest’ultimo esempio di usura da parte delle banche Tanasi ha invitato gli utenti del sistema bancario a verificare periodicamente la legittimità delle pretese degli istituti di credito, rivolgendosi agli sportelli Codacons sul territorio.

Purtroppo – afferma Tanasi –  si tratta di una pratica diffusa fra gli istituti di credito, che tendono ad addebitare somme illegittime ai propri correntisti, per poi pretenderne il pagamento con l’avvio di azioni esecutive sui beni di questi ultimi. È evidente che in un contesto del genere le banche, anziché essere un volano per l’economia, ne costituiscono il freno, perdendo l’alta funzione sociale che dovrebbe essere loro propria.

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