Chiesa e omosessualità, la Sicilia ricorda il suicidio di Alfredo Ormando contro l'omofobia: "Bisogna ammazzarsi per farsi sentire" - Newsicilia

Chiesa e omosessualità, la Sicilia ricorda il suicidio di Alfredo Ormando contro l’omofobia: “Bisogna ammazzarsi per farsi sentire”

Chiesa e omosessualità, la Sicilia ricorda il suicidio di Alfredo Ormando contro l’omofobia: “Bisogna ammazzarsi per farsi sentire”

PALERMO – Il 13 gennaio 1998 Alfredo Ormando, intellettuale, attivista gay e poeta siciliano, originario di San Cataldo (Caltanissetta) si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro a Roma in segno di protesta contro l’omofobia delle gerarchie vaticane. Alle 7,30, appena giunto a Roma, andò davanti la basilica. Qui si cosparse il corpo di benzina. Bastò poi un accendino per farsi avvolgere dalle fiamme. Il tempestivo intervento di due poliziotti e delle guardie svizzere lo salvarono, anche se solo per una decina di giorni. Le gravissime ustioni erano presenti sul 90% del corpo. E dopo atroci sofferenze, il 22 gennaio 1998 si lasciò andare, a soli 39 anni.

Da allora, ogni anno l’Arcigay organizza a Roma una commemorazione del sacrificio di Ormando.

Il bisogno di riflettere sul rapporto che le fedi religiose e i loro rappresentanti hanno con le persone lesbiche, gay e trans è ancora attuale come allora. Alcune confessioni hanno manifestato segnali di grande e significativa apertura, ma le grandi religioni monoteiste hanno continuato l’atteggiamento di condanna verso le persone omosessuali. Specialmente il Vaticano esprime delle posizioni che sempre più graffiano la coscienza e la sensibilità  di molti fedeli cattolici, chiudendo le porte al dialogo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura. Perché l’omosessualità è sua figlia”. Queste sono state le sue parole. In due lettere, una inviata all’ANSA di Palermo e una che aveva con sé quella mattina a Roma, spiegava le motivazioni del suo gesto, indicando come unica responsabile proprio la Chiesa: “Le gerarchie cattoliche arriveranno a dire che mi tolgo la vita per malattia, o debolezza, e non per urlare loro l’ingiustizia che infliggono agli omosessuali in questo Paese. Ed è per questo che nel mio giubbotto, che ho poggiato per terra, sui lastroni calpestati da migliaia di fedeli, ho lasciato una lettera di denuncia. Almeno le parole di un morto, di un martire, le leggeranno. Bisogna ammazzarsi per farsi sentire” aveva scritto.


Da parte sua, la Chiesa in un comunicato stampa diffuso poco dopo il fatto, attraverso il portavoce del Vaticano Ciro Benedettini, disse che la scelta di Alfredo Ormando era data dalla difficile situazione familiare, sviando sempre dal tema dell’omosessualità e dalla discriminazione da parte della Santa Sede.

Fonte foto Wikipedia

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