Catania tra Ferragosto e malinconia, quando l’estate giunge al termine e i bei momenti diventano solo ricordi: cosa passa nella mente dei giovani – le INTERVISTE

Catania tra Ferragosto e malinconia, quando l’estate giunge al termine e i bei momenti diventano solo ricordi: cosa passa nella mente dei giovani – le INTERVISTE

CATANIA – La mezzanotte è passata e tra tende in spiaggia e piscine, grigliate e campagna, il sole inizia a sorgere.


Il tanto atteso Ferragosto si conclude in un arco di tempo pari a qualche secondo, tutti i bei momenti passati durante l’estate stanno per diventare solo lontani ricordi sognati in momenti di noia quando si è sui banchi di scuola o rinchiusi in ufficio. Improvvisamente, pur avendo davanti ancora due settimane di mare e sole, tutta l’aria circostante si tinge di un blu scuro e malinconico.


“La malinconia c’è, ed è tanta, non per la fine della festività, ma proprio perché dopo ferragosto è tutta ‘di calata’ verso le festività natalizie e di conseguenza la fine dell’anno, quindi questo scandire il tempo con le festività non rende mai felici, anzi. Ti fanno rendere sempre più conto che la vita scorre e se tu non hai concluso niente fino ad ora, non ha importanza, puoi solo sperare che il prossimo anno qualcosa cambi”.



Per le spiagge e le ville di Catania, molti giovani si trovano a osservare l’alba che dà il buongiorno al 15 agosto: non è di certo la prima volta, non è il primo Ferragosto e non è la prima alba della loro vita, ma qualcosa la rende speciale di anno in anno.

Questo fenomeno capita anche a Natale e Capodanno, quando le luminarie in strada sembrano quasi non essere state appese per il tempo giusto e dunque come se le festività durassero sempre troppo poco, lasciando spio troppo velocemente a un nuovo anno.


“Un po’ di malinconia c’è, certo. Ma mi capita per tante cose. Immaginare una notte di ferragosto sotto questo aspetto mi lascia inevitabilmente un po’ giù”.

Sono molte le paure che possono sopraffare la mente quando ci si rende conto che l’estate sta finendo, e una spiegazione a questa strana malinconia c’è: secondo Stephen Ferrando, direttore di psichiatria al Westchester Medical Center, si tratta del cosiddetto “august blues”, che è simile al “sunday blues”, ovvero alla tristezza della domenica sera.

Ma non tutti i giovani catanesi seguono l’indirizzo Leopardiano della “sera del dì di festa”, per alcuni l’arrivo di settembre è l’inizio di una nuova vita, di nuove responsabilità che marchieranno il loro mondo indelebilmente, senza però disperdere la magia e l’ebrezza che dà vivere ogni giorno come se fosse un sabato pomeriggio: “Non mi mancherà l’estate perché non ho vissuto le ferie, ho iniziato a lavorare da così poco tempo che la mia estate non è stata ‘limitata’. L’estate per noi giovani è sopravvalutata, credo che mi inizierà a mancare sul serio quando sarò più grande e avrò impegni e responsabilità che mi allontaneranno dai giorni idilliaci che vivo adesso”.

“Non mi mette tanta tristezza l’idea che Ferragosto possa finire. Anzi la vedo più come una rinascita. Riesco già a vedere quante cose dovrò o potrò fare alle porte di settembre!”.

Anche se i sentimenti dei ragazzi spesso sono infuocati e appassionati, altri restano più su una linea oggettiva e quasi cinica: “Evito ogni anno di organizzare in anticipo il Ferragosto proprio per evitare ogni tipo di tristezza e malinconia. Secondo me nascono proprio perché ci si impegna tanto per organizzare una serata che poi finisce sempre troppo presto”.

L’alba arriverà comunque e la speranza è che ognuno possa ammirarla con chi più crede degno, ma sarà quasi inevitabile pensare a quale nuovo e stupendo giorno quel sole starà per aprire le porte. Come lo stesso Leopardi – forse non proprio a Ferragosto – pensava: “Ecco è fuggito il dí festivo, ed al festivo il giorno volgar succede, e se ne porta il tempo ogni umano accidente”.

“Le feste passeranno sempre troppo in fretta e forse è proprio questo il motivo per cui bisogna sempre renderle indimenticabili.

Fonte immagine 105.net