Catania, stangata fiscale per i pensionati: sindacati locali lanciano l’allarme

Catania, stangata fiscale per i pensionati: sindacati locali lanciano l’allarme

CATANIA – Tari, Tasi e Imu: una stangata per i 200mila pensionati catanesi, di cui circa la metà incassa un assegno mensile al di sotto dei 500 euro. Un allarme lanciato dalla Fnp, la federazione provinciale dei pensionati della Cisl, nel corso dell’assemblea organizzativa che si è tenuta oggi all’hotel Marina Palace di Acitrezza, per le sfide future su contrattazione sociale, welfare e invecchiamento attivo.

All’incontro sono intervenuti Marco Lombardo (segretario generale Fnp Cisl Catania), Alfio Giulio (segretario generale Fnp Cisl Sicilia), Mimmo Milazzo (segretario generale Cisl Sicilia), Rosaria Rotolo (segretaria generale Cisl Catania), Rosaria Aquilone (presidente regionale Anteas Sicilia) e Loreno Coli  (segretario nazionale Fnp Cisl).

La condizione di vita di molti anziani è cambiata negativamentesottolinea Lombardocon una perdita di potere d’acquisto che dal 2000 è calato del 30%, con l’aumento sconsiderato di molte tasse, come quella sui rifiuti aumentata di oltre il 90 per cento, o delle addizionali Irpef comunali e regionali e la Tasi. Il tessuto sociale su cui lavoriamo ogni giorno – aggiunge – anche con l’aiuto della nostra associazione di volontariato Anteas, è fatto di circa 40mila famiglie che versano in uno stato di povertà assoluta. La situazione è davvero molto preoccupante specialmente perché i pensionati non sono più l’ammortizzatore sociale di un tempo“.

La risposta alle mutate condizioni risiede nella contrattazione di prossimità per un nuovo sistema sociale. “È una strategia adottata da tempo, assieme alla Cisl e alla Cisl Fp, e anche in modo unitario con Cgil e Uil, che ci ha permesso, in tanti Comuni della provincia, di avanzare proposte per realizzare economie di spesa pubblica a favore di progetti per sistemi di welfare e tassazione locale più favorevoli. In questi ultimi due anni, siamo stati punto di riferimento di tanti amministratori dei comuni capofila dei Distretti socio-sanitari sulla progettualità dei fondi Pac e sulle politiche fiscali”.

Per Rosaria Rotolo, “Il nuovo welfare locale deve mettere al centro la famiglia, con rinnovata attenzione agli strumenti di sostegno del suo ruolo sociale, ai bisogni dei singoli componenti anche attraverso politiche di prevenzione sanitaria. In tal senso, anche la questione delle autocertificazioni dei ticket rigettate dalla Sogip all’Asp ha bisogno di un intervento per distinguere i vari casi e non penalizzare le famiglie in buona fede”.

Tra le iniziative a sostegno della contrattazione sociale e assistenziale è da annoverare il protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Anci Sicilia con Cgil, Cisl e Uil, che vuole arrivare a una cabina di regia unica tra gli assessorati interessati. “È un risultato che apre al confronto costruttivo su temi delicati – dice Giulio – avviando il percorso per il cosiddetto “fondo unico” per i servizi socio-assistenziali, una battaglia portata avanti dalla Fnp“.

È una regolamentazione di comportamentiafferma Milazzo che da anni non si vedeva in Sicilia. L’assessorato regionale alle Politiche sociali ha invitato i responsabili dei distretti sociosanitari siciliani a istituire un coordinamento con le associazioni e i sindacati del territorio per svolgere funzioni di indirizzo e monitoraggio”.

In provincia di Catania, finora, sono stati costituiti i tavoli di coordinamento distrettuale delle politiche sociali nei comuni di Acireale, Adrano, Bronte, Catania, Gravina di Catania e Paternò. In attesa di riscontro sono i Comuni di Giarre, Palagonia e Caltagirone.

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