Catania, sgombero delle tendopoli in piazza della Repubblica – TESTIMONIANZE

Catania, sgombero delle tendopoli in piazza della Repubblica – TESTIMONIANZE

CATANIA – Ieri mattina, alle ore 5, è avvenuto lo sgombero tanto discusso della tendopoli in piazza della Repubblica. Lo rende noto il comunicato del Comitato Reddito-Casa-Lavoro, da anni attivo sul diritto all’abitare e la difesa di chi è in difficoltà, promotore mesi fa di una fiaccolata cittadina.

Mesi fa, quando l’assessore Cantarella li aveva definiti ‘macchine in sosta vietata‘, era stata organizzata una partecipata fiaccolata per le vie del centro. Erano stati allontanati dal corso Sicilia per ricreare alloggi di fortuna alle spalle di piazza della Repubblica. Poi, ieri, nonostante gli appelli a un intervento diverso, di nuovo lo sgombero.


Le testimonianze e le dichiarazioni

Dichiara Simone, in merito all’esperienza del Comitato: “Nella nostra esperienza abbiamo potuto vedere come chi si ritrova in gravissime difficoltà economiche e abitative a un certo punto molla tutto, smette di lottare e si lascia trascinare alla deriva dalla corrente. Esiste un punto di rottura da cui non si torna indietro. Schiacciati da una civiltà capitalista che ha spremuto anche l’anima. Le baracche nei pressi del corso Sicilia, erano questo: rifugio collettivo per chi si sente già perso”.

Il problema non è tecnico, gli fa eco Tiziana: “Le tende sono state distrutte, le baracche sgomberate ma nessuno di loro ha protestato per questo. Non perché quegli oggetti avessero poco valore per loro, ma perché hanno accettato che questo mondo solo leva e nulla dona. Questo è solo un ennesimo atto, non più grave del precedente né del successivo. In una comunità ci si dovrebbe prendere cura gli uni degli altri, non far finta che i problemi non esistano”.


Il Comitato risponde con queste parole: “La questione non è assolutamente tecnica. Ci pone domande profonde sul mondo in cui vogliamo vivere: È trattare un problema sociale con le ruspe meno violento che trattarlo con la polizia? Si può dover lottare per il diritto a esistere? A essere considerati esseri umani? A chi importa della tua vita se non produci, non crei valore? In questa storia resta un dato di fatto, a prescindere dalle opinioni: lo sgombero della baraccopoli serve solo a riprodurla, ma lontano da occhi indiscreti”.