Catania, senza Sant'Agata i vandali "ballano": in via Crociferi riecco le scritte sulle pareti ripulite - FOTO - Newsicilia

Catania, senza Sant’Agata i vandali “ballano”: in via Crociferi riecco le scritte sulle pareti ripulite – FOTO

Catania, senza Sant’Agata i vandali “ballano”: in via Crociferi riecco le scritte sulle pareti ripulite – FOTO

CATANIA – Aveva fatto parecchio discutere l’intervento di pulizia realizzato a inizio febbraio in via Crociferi dalla Multiservizi del Comune di Catania per rimuovere i numerosi graffiti colorati che imbrattavano le pareti della prestigiosa arteria etnea.

In particolare, a finire nell’occhio del ciclone era stata la pesante pennellata scura utilizzata alla base della Piccola Badia dell’ex monastero di San Benedetto che aveva scatenato una serie di commenti adirati sui social network da parte di numerosi cittadini etnei.



Una “toppa” alquanto discutibile e approssimativa applicata per nascondere gli orrori dei writers in occasione del passaggio del fercolo di Sant’Agata. Transito mai avvenuto per i risaputi disordini scoppiati per mano di alcuni sedicenti devoti che portarono all’annullamento della tradizionale “acchianata” di via Sangiuliano e del mancato omaggio canoro della suore benedettine, con il successivo turbolento rientro in Cattedrale.

Adesso, a due mesi di distanza dall’eccitazione cittadina dovuta ai festeggiamenti agatini, le scritte sulla parete incriminata sono nuovamente tornate in “bella” mostra, stavolta con tratti di colore bianco. Un primo “tag” è stato disegnato proprio all’angolo della parete, affiancato da una scritta dai contorni tondeggianti.


Lo stesso autore, inoltre, sembra aver sporcato anche il muretto di un’aiuola che sorge ad angolo tra la scalinata Alessi e il portone d’accesso del Centro Studi Lingua Italiana “Federico II”. La firma, in nero, compare anche sotto una piccola cappella realizzata sotto il monumentale Arco di San Benedetto che collega l’omonima chiesa con il monastero.

Le scritte citate fanno compagnia ad altre espressioni colorite realizzate con vernice rosa sempre nei luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità per volere dell’Unesco. Leggendo i messaggi lasciati sulle mura si ha l’impressione di essere in un territorio “marcato” da più individui che provano a rivendicare il loro suolo.

I residenti e i turisti che visitano la città di Catania durante queste prime settimane primaverili si aggirano sorpresi, interrogandosi probabilmente su come sia possibile lasciare una fetta del centro storico etneo in balia degli incivili.

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