Catania, incendi e rischio per i residenti. Parisi: “Non si attiva ancora un piano di prevenzione”

Catania, incendi e rischio per i residenti. Parisi: “Non si attiva ancora un piano di prevenzione”

CATANIA – Incendi, abitanti spaventati e vigili del fuoco che rispondono a centinaia di emergenze. Nessuna novità insomma per questa estate catanese. Come ogni anno le previsioni degli esperti non servono da monito alle istituzioni competenti per attivare un piano di prevenzione anti roghi già tra il mese di maggio e giugno. Niente bonifica dei terreni abbandonati, niente creazione di fasce taglia fuoco nelle aree relitto con la conseguenza che tra luglio e settembre i catanesi pagano un grosso prezzo in termini di sicurezza e incolumità”.

A denunciare ciò è Vincenzo Parisi, presidente del Comitato Romolo Murri, che chiede all’amministrazione comunale la necessità di approntare immediatamente un piano di lavoro. Opere che non riguardano solo le periferie, ma anche alcune zone centrali della città come l’ampia area tra il viale Mario Rapisardi e il quartiere di Cibali, il parco Gioeni e il parco Lizzio.



Luoghi che sono circondati da decine di abitazioni con le conseguenze che sono facilmente immaginabili per chiunque. Da qui i continui appelli del Comitato con la necessità, da parte di tecnici ed esperti comunali, di agire per proteggere residenti e commercianti delle aree in questione che con l’emergenza roghi ci convivono da anni.


“In cima alla lista delle opere da cominciare – conclude Parisi – c’è la bonifica delle aree invase dall’erba alta. Un lavoro lungo e difficoltoso ma che può garantire l’incolumità dei migliaia di persone. Ettari di terreno da ripulire per evitare che la gente si ritrovi le fiamme quasi fin dentro casa. Basta un mozzicone di sigaretta per appiccare un incendio. Più grave è la situazione se ci troviamo di fronte a discariche abusive. Luoghi adibiti all’abbandono illegale dei rifiuti pieni di materiale altamente infiammabile. Una scintilla può creare il panico”.