Catania, "immondezzaio" Li Cuti: rifiuti e incuria nell'ex perla nera della tintarella - FOTO - Newsicilia

Catania, “immondezzaio” Li Cuti: rifiuti e incuria nell’ex perla nera della tintarella – FOTO

Catania, “immondezzaio” Li Cuti: rifiuti e incuria nell’ex perla nera della tintarella – FOTO

CATANIA – I catanesi amano davvero la loro città? Se nel valzer infinito delle vetrine social il capoluogo etneo viene dipinto continuamente dagli stessi abitanti come uno spazio incontaminato, dove il mare cristallino e l’Etna fumante fanno da sfondo all’immancabile scatto all’arancino in primo piano, una volta cancellati i filtri variopinti si mettono a nudo tutti i difetti di una città rassegnata all’incuria e complice della sua stessa ignominia.

Facciamo una foto alla spiaggia, ma non inquadrare la munnizza“, sembra suggerire l’orientamento della fotocamera del visitatore di turno a San Giovanni Li Cuti, la piccola borgata marinara dove sorge la famosa spiaggetta nera di origine vulcanica.


Tra chi si accomoda sulle panchine disseminate lungo l’omonima via e chi si immerge coraggiosamente nelle acque ancora fredde del golfo etneo, passa quasi inosservato il tappeto di lerciume che riposa a pochi passi dalla ringhiera.

Ecco, dunque, i resti di abbuffate e semplici spuntini, magari consumati a bordo di un’auto che ha eluso i controlli imposti nell’area pedonale. Di certo, i cartoni delle pizze abbandonati a terra, le bottigliette di plastica e i vari incarti non sembrano trovare corretta collocazione in uno dei luoghi considerati come il fiore all’occhiello di Catania.

Strano ma vero, i cestini deputati a raccogliere gli scarti restano invece semivuoti. Orribile la vista agli occhi di chi si sporge oltre il corrimano di via San Giovanni Li Cuti, dove la vegetazione spontanea viene soffocata da bicchieri, lattine e contenitori di diverso genere che arrivano addirittura fin sopra gli scogli.

In passato numerosi tra volontari e associazioni si sono dati da fare per ripulire dall’obbrobrio gli angoli della piccola spiaggia. Una lotta, tuttavia, che non sembra aver fine e che si rinnova di anno in anno. Ma basta, adesso. Per carità. Chi potrà mai accorgersi di quelle quattro scatole di cartone, con questo mare che sembra voler anticipare la primavera?