Catania, collaborazione tra la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza: stipula di protocolli d'intesa con Riscossione Sicilia - Newsicilia

Catania, collaborazione tra la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza: stipula di protocolli d’intesa con Riscossione Sicilia

Catania, collaborazione tra la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza: stipula di protocolli d’intesa con Riscossione Sicilia

CATANIA – La procura della Repubblica con la collaborazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania, ha recentemente concluso la stipula di protocolli d’intesa con Riscossione Sicilia s.p.a. (società incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate), I.N.P.S. (Direzione Provinciale di Catania) e Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale di Catania) finalizzati a mettere a disposizione di quest’Ufficio in tempi ristretti, sia su specifica richiesta quanto attraverso report periodici, dati afferenti l’esposizione erariale di soggetti coinvolti in indagini per il contrasto di reati economico-finanziari (in particolare, tributari e fallimentari).

Come noto, in armonia con i principi comunitari e costituzionali, la legge fallimentare attribuisce al Pubblico Ministero un ruolo nevralgico nell’individuazione tempestiva dei casi d’insolvenza d’impresa, assegnandogli la legittimazione a richiederne il fallimento, prima che lo stato di squilibrio finanziario arrechi danni irreparabili al contesto socio-economico nel quale opera l’azienda.

L’emersione non ritardata delle situazioni di insolvenza e il monitoraggio delle stesse è strettamente funzionale ad evitare che consapevoli condotte preordinate di dissesto possano giungere a compimento.
Gli interessi pubblici in gioco sono rilevanti e riguardano:
– la tutela del lavoro in caso di aziende con personale assunto;
– il libero esercizio d’impresa minato dalla presenza sul mercato di aziende concorrenti che non versano imposte o che operano con beni aziendali distratti o che non onorano gli impegni contrattuali assunti;
– la salvaguardia dell’interesse dell’Erario a riscuotere quanto dovuto.

Gli accordi operativi stipulati con i citati Enti Pubblici – anche in vista della riforma normativa in tema di crisi d’impresa che assegna loro una funzione di segnalazione delle situazioni d’insolvenza percepite – hanno, dunque, quale finalità principe quella di favorire l’azione di questa Procura nell’individuazione di quelle realtà aziendali che perseguono la strategia criminale di continuare la loro attività attraverso un sistematico omesso versamento di tributi e la pratica, dunque, di una concorrenza sleale alle imprese sane con inevitabili ripercussioni anche sulla stabilità dei rapporti contrattuali in essere con i lavoratori.


In tale quadro, gli imprenditori in crisi, tempestivamente sollecitati all’adozione delle misure adeguate a fronteggiare lo stato di squilibrio finanziario, potranno avvalersi degli strumenti giuridici offerti dal nostro ordinamento e poter auspicabilmente riprendere l’ordinario ciclo commerciale.

Il protocollo di coordinamento siglato in data 24 aprile 2019 con Riscossione Sicilia s.p.a. stabilisce che l’Agente della riscossione comunichi a quest’Ufficio i debiti iscritti a ruolo nei confronti delle imprese dichiarate fallite o per le quali è stata attivata la procedura fallimentare nonché per le imprese nei confronti delle quali l’Ente di riscossione abbia formulato istanza di fallimento.

In più, con periodicità quadrimestrale, Riscossione Sicilia, invierà a quest’Ufficio un report riepilogativo delle esposizioni debitorie a ruolo più significative e perduranti e comunque superiori alla soglia di 500 mila euro.

Il protocollo d’intesa raggiunto con l’I.N.P.S. (Direzione Provinciale di Catania) in data 24 luglio 2019 consentirà a questa Procura, tra l’altro, di ricevere un dettagliato report semestrale in merito all’esposizione debitoria di soggetti già denunciati per il mancato versamento di trattenute contributive operate sulle retribuzioni dei lavoratori che presentano un’esposizione debitoria annua pari o superiore a 200 mila euro.

Ulteriore documento d’analisi, con cadenza annuale, invece, indicherà le imprese nei confronti delle quali non è stato possibile effettuare la notifica degli avvisi di addebito e, comunque, casi
dai quali può desumersi la fuga o l’irreperibilità dell’imprenditore.

Da ultimo, l’accordo operativo stretto con l’Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale di Catania) in data 24 ottobre 2019 permetterà a quest’Ufficio di ricevere – secondo tempi celeri concordati – risposte esaustive in merito all’esposizione debitoria (non ancora iscritta a ruolo) di contribuenti interessati da procedure fallimentari.

L’Agenzia, in più, fornirà una reportistica d’analisi, trimestrale e quadrimestrale, afferente soggetti con rilevante esposizione debitoria in ragione di accertamenti non ancora trasferiti all’Agente di riscossione corredata dall’indicazione di eventuali provvedimenti cautelari emessi in sede amministrativa.

La complessiva azione posta in essere da questa Procura, con la collaborazione della Guardia di Finanza di Catania e degli Enti sottoscrittori, si pone quale ambizioso obbiettivo quello di:
– proteggere le imprese sane e leali del tessuto economico locale dalla sleale concorrenza perpetrata da chi deliberatamente è dedito alla commissione seriale di crimini economico-finanziari sempre più sofisticati e strutturati;
– tutelare i lavoratori e le loro famiglie affinché non si trovino, improvvisamente e ingiustamente, vittime sacrificali di condotte imprenditoriali scellerate e che non rientrano nel normale rischio d’impresa;
– difendere l’interesse pubblico alla regolare percezione dei tributi, nella convinzione che il corretto assolvimento delle imposte in ragione della propria capacità contributiva sia un valore costituzionale ineludibile.

Da segnalare che, nell’ultimo biennio, la Guardia di Finanza, polizia economico-finanziaria specializzata nell’accertamento di reati tributari e fallimentari, ha eseguito, in materia, sequestri preventivi (anche per equivalente) emessi dal G.I.P. etneo per oltre 60 milioni di euro.

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