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Catania, chiedevano pizzo a “paninaro”: 6 misure cautelari – NOMI  e FOTO

Catania, chiedevano pizzo a “paninaro”: 6 misure cautelari – NOMI e FOTO

CATANIA – Nella mattinata del 7 novembre, la Polizia di Stato ha dato esecuzione, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa in data 29 ottobre 2019 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di:

  1. Giuseppe Spampinato, 47 anni, al quale è stata applicata la custodia in carcere;
  2. Nunzio Spampinato, 74 anni, al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  3. Enrico Desi, 47 anni, al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  4. Isaia Di Fini, 44 anni, al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  5. Fabio Leonardi, 42 anni, al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  6. Rosario D’Urso, 52 anni, al quale è stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.



Da sinistra Giuseppe Spampinato, Nunzio Spampinato, Enrico Desi


Sa sinistra Isaia Di Fini, Fabio Leonardi, Rosario D’Urso

I primi cinque sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di tentata estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia e violenza e lesioni personali, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis. 1 c.p., per averli commessi avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un’associazione mafiosa. Rosario D’Urso, invece, è stato ritenuto responsabile di furto aggravato

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti dell’attività di indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania e condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Antiestorsioni, in ordine a una serie di condotte criminose, caratterizzate dal metodo mafioso, e finalizzate ad alterare il regime concorrenziale del settore dello street food.

Gli indagati, infatti, forti dei legati con ambienti della criminalità organizzata locale, imponevano – mediante violenza fisica e intimidazione – al titolare di un camion attrezzato per la vendita dei panini, la corresponsione di somme di denaro per poter continuare l’attività commerciale o, in alternativa, la cessazione immediata dell’attività di vendita al pubblico, così da garantirsi il controllo delle attività economiche nel richiamato settore.