Catalogo di donne, prostituzione e violenze: “stretta di mano” tre rumeni e pregiudicato – NOMI e FOTO

Catalogo di donne, prostituzione e violenze: “stretta di mano” tre rumeni e pregiudicato – NOMI e FOTO

CALTANISETTA – All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, a Gela e Niscemi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Gela (CL), hanno dato esecuzione a 3 misure di custodia cautelare in carcere. L’operazione, del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, è stata denominata San Giuseppe.

Il risultato oggi ottenuto, è frutto di un lavoro d’indagine svolto dal personale di questo Reparto Territoriale tra il mese di novembre 2017 e il mese di maggio 2018, finalizzato a contrastare l’abbietto e sempre più diffuso e preoccupante fenomeno della circonvenzione di persone anziane e/o incapaci, nella fattispecie in questione avvenuto per opera di soggetti di nazionalità rumena, sotto l’egida di un pluripregiudicato del luogo.




I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale, che hanno condotto l’indagine, partendo dai continui contatti di prossimità con la popolazione, percependo il manifestarsi di alcune avvisaglie del fenomeno, hanno approfondito alcune segnalazioni ed effettuato negli ultimi mesi una serie di servizi mirati alla individuazione di presunte vittime cadute nella rete dei malfattori, i quali, attraverso mezzi fraudolenti e utilizzando ogni tipo di stimolo efficace (minacce, blandizia, lusinghe, consigli, esortazioni, suggestioni e isolamento), hanno determinato nelle stesse decisioni che altrimenti non avrebbero mai assunto in autonomia.

Ciò che è emerso con l’acquisizione di elementi indiziari gravi e univoci è l’esistenza e la piena operatività di un’associazione per delinquere finalizzata alla circonvenzione di incapaci e induzione e sfruttamento della prostituzione nel territorio di Gela. Pur essendo tale fenomeno ampiamente e tristemente noto, è di rilievo il fatto che, probabilmente per la prima volta, sicuramente per la zona, ma verosimilmente anche in Italia, si proceda per una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di tale reato.

Le indagini hanno infatti evidenziato come il sodalizio in esame fosse caratterizzato da stabilità del vincolo associativo e permanenza del pactum sceleris, atteggiandosi inequivocabilmente ad autentica organizzazione di uomini e mezzi che da anni operava nel territorio gelese protesa consapevolmente al compimento di una serie indeterminata di delitti volti a plasmare a proprio piacimento la volontà dei malcapitati.

L’attività investigativa è stata espletata con metodo tradizionale, senza attività tecnica né intercettazioni telefoniche, tramite l’osservazione dei movimenti degli indagati, servizi di O.C.P e una grande vicinanza e capacità di ascolto delle vittime, che molto spesso avevano voglia di parlare, ma non la forza di reagire poiché completamente assoggettati ai loro aguzzini.

Numerosi risultano i movimenti di denaro, tramite money transfer, verso la Romania, effettuati dalle vittime in favore dei malfattori.

Nel corso dell’attività d’indagine, che ha permesso di individuare “vittime e carnefici”, è emersa una profonda e preoccupante violazione della dignità umana, posta in essere da un manipolo di delinquenti ai danni di ignari soggetti, i quali, pur di accaparrarsi attraverso mezzi fraudolenti beni di ogni genere, avrebbero addirittura malmenato alcuni di loro, dopo avergli praticato la narcotizzazione e, in alcuni casi, facendoli vivere ai limiti della schiavitù e in condizioni precarie.

Il soggetto preminente, punto di riferimento per gli associati, promotore, dirigente e organizzatore dell’associazione si identifica in Emanuele Murana, pluripregiudicato, nonché figura “prepotente” e “carismatica”, capace di gestire in prima persona l’organizzazione, avvalendosi della fattiva collaborazione di soggetti a lui fedeli. Il reato di circonvenzione d’incapace è stato realizzato preminentemente mediante la collaborazione dei due affiliati all’associazione stessa, ovvero dalla cittadina rumena Elena Ciubotaru, intesa Gabriella, e dal nipote Vasile Daniel Ciubotaru.

Emanuele Murana rappresenta il vertice e il promotore dell’associazione, conoscitore del territorio, in quanto locale, nonché sicuro punto di riferimento per i suoi sodali.

Elena Ciubotaru rappresenta il vero e proprio “braccio operativo”, da tempo accanto al predetto, svolgendo per conto dello stesso l’attività di dama di compagnia nei confronti degli anziani da circuire. Il suo compito è stato quello di inserirsi a casa degli anziani, circuirli attraverso piccoli momenti di intimità, con l’obiettivo di defraudare gli stessi di denaro e ricevere da questi  regalie da spartire con gli altri.

Vasile Ciubotaru è il collante tra la Romania e la Sicilia: ha verosimilmente provveduto a reperire per conto di Murana le donne da affiancare agli ignari anziani, ponendosi alla pari di una vera e propria agenzia matrimoniale, mostrando agli stessi un catalogo virtuale delle donne da scegliere. Inoltre la sua presenza si registra sempre al fianco del Murana, con il quale vive.

La meticolosa raccolta di elementi probatori e denunce delle vittime, ha consentito di ricostruire un giro di affari accertato di almeno 100mila euro sottratti alle vittime, avvenuto tramite movimenti bancari e trasferimenti su money transfer, su attività di sfruttamento della prostituzione, nonché di far luce su un giro di estorsioni.

SOGGETTI SOTTOPOSTI A MISURA:

  • Misura coercitiva della custodia cautelare in carcere nei confronti di:
  1. Emanuele Murana, alias “Neli Jattaredda”, 60 anni, rinchiuso a Gela
  2. Vasile Daniel Ciubotaru, 19 anni, rinchiuso a Gela
  3. Elena Ciubotaru, alias “Gabriella”, 45 anni, rinchiusa ad Agrigento
  • Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime: soggetto da ricercare

La Procura della Repubblica di Gela, che ha coordinato l’attività d’indagine, ha pienamente condiviso l’ipotesi e risultanze investigative che hanno portato all’emissione delle misure cautelari da parte del giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale in ordine ai reati di: associazione finalizzata alla circonvenzione di incapaci, sfruttamento e induzione alla prostituzione. All’alba di questa mattina il blitz per assicurare alla giustizia i summenzionati e che  ha visto l’impiego di 30 militari.