Caso Zarcone, il padre di Norman: “Opporremo il silenzio rituale al silenzio istituzionale”

Caso Zarcone, il padre di Norman: “Opporremo il silenzio rituale al silenzio istituzionale”

PALERMO – Ci sono battaglie, soprattutto ideologiche, per cui la forza di lottare difficilmente viene meno. Esempio simbolico di ciò è il caso di Claudio Zarcone, padre di Norman, il 27enne che 5 anni fa si è tolto la vita buttandosi dal settimo piano di uno dei plessi dell’Università di Palermo.

Tale tragedia investì, come un treno ad alta velocità, l’intera famiglia Zarcone, che oggi continua a puntare i riflettori sulla morte del giovane considerata “omicidio di Stato”.

Parliamo della storia di un brillante studente di Filosofia che ad un certo punto non ha retto più: sognava un futuro all’interno dell’ambito accademico, ma le sue aspettative si scontravano con una realtà ostile troppo dura da sopportare per un giovane così brillante.

Ecco perché, a due giorni dal quinto anniversario dalla perdita del figlio, Claudio Zarcone scende nuovamente in campo per gridare a tutti il suo disappunto per la mancata assegnazione del dottorato alla memoria e la scarsa attenzione dedicata dai politici al tema, e preannunciare un appuntamento per il 13 settembre durante il quale dichiara il padre: “Io e gli amici di Norman, pertanto, opporremo al silenzio di Stato il silenzio rituale affidato alla lettura dei nostri libri”.

Domenica sarà quindi una giornata intensa. A partire dalle ore 10,15 inizierà la lettura silenziosa, vicino la scalinata della parrocchia S. Giovanni Bosco e alle 11 verrà celebrata la messa commemorativa alla quale parteciperà anche il sindaco del capoluogo di Regione, Leoluca Orlando.

“Dodici disegni di legge bipartisan in due legislature, giacciono all’Ars per la fondazione intitolata a Norman. Molte altre iniziative preannunciate, abortite subito dopo l’annuncio – afferma Claudio Zarcone -. Gli ultimi due presidenti della Regione che, malgrado le ripetute richieste di incontro da me formulate per le vie istituzionali, non hanno mai sentito il bisogno di ricevermi senza considerare  gli appelli televisivi da me lanciati agli stessi, da emittenti nazionali e regionali”.

“Staremo insieme silenziosi – conclude Claudio Zarcone – abbracceremo il silentium e la lettura come rito misterioso violento nel suo espandersi come mistero custodito e apertura infinita”.

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