Caso Speziale, nuova richiesta di scarcerazione: “Mancano pochi mesi alla fine della pena, è in cattive condizioni di salute”

Caso Speziale, nuova richiesta di scarcerazione: “Mancano pochi mesi alla fine della pena, è in cattive condizioni di salute”

CATANIA – Giunta un’ulteriore richiesta di scarcerazione per Antonino Speziale da parte del suo avvocato, Giuseppe Lipera: a pena quasi scontata, si chiedono i domiciliari per il giovane condannato per l’omicidio preterintenzionale del capo di polizia Filippo Raciti.


“Attualmente Speziale è sottoposto alla misura cautelare della detenzione in carcere, è affetto da obesità morbigena con linfedema cronico O.S.A.S. (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno) di grado severo, complicata da episodi di apnea-ipopnea durante il sonno, causati da ostruzione fasica delle vie respiratorie superiori, per collasso del retro – faringe, che potrebbero potenzialmente causargli ipossia e in modo pressoché certo, importanti patologie come ipertensione arteriosa, diabete mellito tipo 2 e dislipidemia”, spiega il difensore.


“Evidente che, la superiore circostanza, è allarmante perché amplifica e rende sempre più concreta la preoccupazione per l’irrecuperabile peggioramento che potrebbe avere la salute di Speziale da un momento all’altro. Infatti necessita di un costante monitoraggio cardiorespiratorio, un’idonea tecnica di ventilazione meccanica, oltre che un’emogasanalisi e una spirometria globale in clino ed ortostatismo – spiega Lipera – ed è di una evidenza disarmante come il diritto alla salute di Speziale abbia subìto una compressione considerevole solo perché ristretto in custodia cautelare: con un regime cautelare attenuato, infatti, può godere di tutt’altro trattamento necessario a salvargli la vita”.



“Sarebbe altrettanto evidente, infatti, che le strutture carcerarie mancano di dotazioni, tecniche e personale specializzato rispondenti alle attuali esigenze di Speziale che manifesta insofferenza e difficoltà già nel dormire sul lettino all’interno della sua cella.  In altre parole Speziale, per le patologie che lo affliggono, rischia di aggravare in modo permanente le sue condizioni di salute o addirittura morire in qualsiasi momento: il trovarsi in casa, seguito da personale competente e specializzato rappresenta la possibilità di salvarsi”, continua il legale.

Al tutto si aggiunge che il ragazzo sta espiando, con decorrenza dal 14 novembre 2012, la complessiva pena di otto anni di reclusione.


“Il fine pena è previsto per il mese di dicembre dell’anno 2020 e, pertanto, la pena residua ad oggi è pari a 4 mesi, e quindi ha scontato pressoché la quasi totalità della pena – questo quanto sottolineato dall’avvocato – è evidente, che in ordine sia al profilo psicologico, sia al profilo sanitario, del detenuto, evince la necessità per cui sconti fuori dalle mura del carcere gli ultimi 4 mesi di detenzione, a fronte degli oltre 7 anni già vissuti intramurariamente”.

Da questa ultima considerazione sarebbe nata la proposta: “È pressoché sicuro che Speziale beneficerà di ulteriori 45 giorni di ‘liberazione anticipata’, atteso che sta tenendo un’ottima condotta, per cui il fine pena non sarà per il mese di dicembre dell’anno 2020, ma presumibilmente per il periodo a cavallo della fine del mese di Settembre e l’inizio di quello di ottobre dell’anno 2020″.

“Ad oggi è doveroso fare riferimento che l’Ecc.mo Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi, ha chiarito, come, con assoluto buon senso, nell’odierno contesto emergenziale dovuto alla vigenza delle misure di contenimento volte a prevenire il contagio, è doveroso alleggerire la pressione delle presenze non necessarie presso le strutture carcerarie, per cui la reclusione e/o detenzione inframuraria costituisce assolutamente l’extrema ratio, che deve essere disposta soltanto nei confronti dei soggetti enormemente pericolosi e Speziale non è uno di questi. In questo contesto un accanimento detentivo nei confronti di Speziale, risulterebbe non solo immotivato, ma potrebbe potenzialmente, e disastrosamente, oltre che costituire un pericolo per la sua salute, impedire il suo futuro di uomo libero dentro la società”, prosegue.

“Pertanto invoco il magistrato di sorveglianza di Messina affinché disponga l’immediata concessione della misura della detenzione domiciliare, ai sensi dell’art. 47 – ter ord. penit. c.1 – bis, a favore del Sig. Antonino Speziale nella propria abitazione sita a Catania, in via Giuseppe Poulet n.57/A”, conclude Lipera.

Immagine di repertorio