Caso Sea Watch, non si placa la polemica: chiesto l’intervento della Corte di Strasburgo per i diritti umani

Caso Sea Watch, non si placa la polemica: chiesto l’intervento della Corte di Strasburgo per i diritti umani

LAMPEDUSA – Chiesto l’intervento della Corte di Strasburgo, l’organo giurisdizionale europeo nato per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, per il caso della Sea Watch 3, bloccata al largo delle coste italiane dallo scorso 12 giugno.

Giorni di richieste formali al Governo italiano, infatti, non hanno ancora consentito ai 42 migranti a bordo di sbarcare. La Corte europea dovrà comunicare la propria risposta entro oggi pomeriggio.



La richiesta è quella di mettere in atto misure urgenti per “impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani.

Già ieri, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si era espresso sulla vicenda scagliandosi contro l’Unione Europea e le sue azioni in merito. Su Facebook, la sua posizione è stata chiarita attraverso un post: “Ho scritto personalmente al mio collega ministro olandese: sono incredulo perché si stanno disinteressando di una nave con la loro bandiera, peraltro usata da una Ong tedesca, che da ormai undici giorni galleggia in mezzo al mare. Riterremo il governo olandese, e l’Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo della SeaWatch”.


D’altro canto, le condizioni sull’imbarcazione sembra peggiorare di giorno in giorno. Ieri un appello dell’Ong sui social che, dopo aver ricordato l’unico intervento effettuato dalle autorità competenti per una persona con problemi di salute, fa luce sulla condizione degli altri passeggeri, invitando a trovare una soluzione che possa garantire anche la loro sicurezza: “Quando la politica diventa indifferente alla legge, qualcosa fondamentalmente non va. Le persone rimaste a bordo necessitano di un porto sicuro e ne hanno bisogno ora!”

Nel frattempo, pare che ulteriori appelli al Governo italiano a favore dello sbarco siano giunti dall’interno stesso del Paese. La Diocesi di Torino, infatti, si sarebbe offerta di accogliere i migranti senza oneri per lo Stato.

Ieri, a conclusione dell’omelia, l’arcivescovo del capoluogo piemontese, monsignor Cesare Nosiglia, avrebbe rivolto una preghiera speciale al patrono cittadino, San Giovanni, per risolvere il dramma della Sea Watch 3 e si sarebbe dichiarato disponibile “ad accogliere questi fratelli e sorelle”.

Fonte immagine Ansa