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Caso Mered, accertato scambio di persona tra boss e falegname: giudici lo condannano per favoreggiamento

Caso Mered, accertato scambio di persona tra boss e falegname: giudici lo condannano per favoreggiamento

PALERMO – I giudici della Corte di Assise del Tribunale di Palermo hanno stabilito che Medhanie Tesfamariam Berhe, cioè l’imputato del processo, non è il trafficante Medhanie Yedhego Mered, ciononostante non hanno escluso per lui l’accusa di favoreggiamento.

L’imputato, in tribunale, durante le udienze, è stato chiamato dall’accusa con un nome che non era il suo ed è stato accusato di essere uno dei generali di una grande organizzazione che gestisce il traffico di migranti dall’Africa alla Sicilia.



Secondo i magistrati, infatti, vi è stato uno scambio di persone e, quindi, di nomi, finendo così in carcere, al posto del capo del traffico di esseri umani, un falegname originario dell’Eritrea.

I togati della Corte d’Assise, però, nonostante abbiano confermato non si trattasse del boss dell’organizzazione, hanno condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a 5 anni di carcere l’imputato.