Buttafuoco, Crocetta e la “bottana”, Presti: “Tante falsità”

Buttafuoco, Crocetta e la “bottana”, Presti: “Tante falsità”

MESSINA – Nella bufera che vede protagonista il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e le sue probabili dimissioni si inserisce un altro episodio spinoso: quello riguardante il pezzo di Pietrangelo Buttafuoco e pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”.

Sarà vero che il suo amico Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte, lo ha chiamato “bottana”? Sembra di no. Almeno secondo lo stesso Presti.

Secondo quanto riportato nell’articolo di Buttafuoco, il mecenate avrebbe chiamato “bottana” il governatore amichevolmente. Ma la replica di Presti è immediata e infervorata. Come dichiarato a “La Sicilia”, nel giorno in cui sarebbe avvenuto l’episodio, Crocetta si trovava a Palermo e non a Tusa.

Ma, cosa che manda su tutte le furie l’imprenditore, è il fatto che Buttafuoco, così facendo, sarebbe entrato in un rapporto che non lo riguarda. E allora, perché? Un’ipotesi, come evidenziato dallo stesso Crocetta, potrebbe essere quella di un attacco omofobico.

Certo, difficile dire quale possa essere la ragione, ma Presti, con sarcasmo, attacca duramente, affermando che utilizzare quel vocabolo nell’articolo sia un mezzo per fare pubblicità al suo libro “Buttanissima Sicilia”. E rafforza la sua posizione dichiarando che sia lui che il presidente stanno pensando alla querela.

Anche perché il direttore dell’Atelier sul Mare, si sente offeso nei suoi valori e nella sua persona. Specialmente perché non si permetterebbe mai di “chiamarlo in quel modo in pubblico”. E, infine, sottolinea la correttezza e coerenza con i suoi valori, tanto da aver rifiutato l’incarico di assessore ai Beni Culturali per ragioni personali.

Questo, come dice Presti, non vuol dire che con Crocetta non ci sia una grande amicizia.

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