Braccianti sfruttati nelle campagne del Catanese: confiscati 10 milioni di euro a Rosario Di Perna - Newsicilia

Braccianti sfruttati nelle campagne del Catanese: confiscati 10 milioni di euro a Rosario Di Perna

Braccianti sfruttati nelle campagne del Catanese: confiscati 10 milioni di euro a Rosario Di Perna

CATANIA – La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito una confisca di beni nei confronti di Rosario Di Perna, 63enne originario di Raccuja ma residente a Paternò. L’uomo era già destinatario nel 2015 di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione denominata Slave in quanto gravemente indiziato di aver costituito un’associazione dedita allo sfruttamento di braccianti rumeni a Paternò e in Romania.

Il 63enne, insieme al figlio Calogero e altri indagati di nazionalità rumena, reclutava manodopera per le campagne paternesi in assenza delle garanzie minime di tutela dei lavoratori. I braccianti erano costretti a lavorare sotto violenza e minacce, implicite ed esplicite, con il solo intento di incrementare i guadagni dell’organizzazione. L’uomo, annovera inoltre condanne per truffa all’Inps, furto continuato e usura per i quali era stato già arrestato.



Gli accertamenti svolti dalla direzione investigativa antimafia hanno portato alla luce un’importante sproporzione tra i redditi dichiarati rispetto al patrimonio posseduto. Era assente, inoltre, ogni tipo di risorsa lecita idonea a giustificare gli investimenti effettuati. È così scattato il sequestro dei beni stimato sui 10 milioni di euro circa.

Nella lista figurano diversi rapporti bancari, 8 automezzi, 2 aziende, la Difruit srl di Paternò, operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, e la ditta individuale di Calogero Di Perna, attiva nel settore delle colture agrumicole. Sequestrati anche 20 fabbricati, 48 appezzamenti di terreno per un’estensione di oltre 50 ettari presenti nei territori di Paternò, Belpasso, Biancavilla, Ramacca, Floresta e Patti.


Di Perna è stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 2 anni e 6 mesi.

Immagine di repertorio

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