Augusta ancora senza depuratore: si pensa a soluzioni provvisorie per rendere le acque balneabili

Augusta ancora senza depuratore: si pensa a soluzioni provvisorie per rendere le acque balneabili

AUGUSTA – Un inizio di anno da dimenticare per Augusta (SR), una delle città siciliane che ormai da anni hanno a che fare con problemi relativi alla salubrità dell’ambiente. Nei giorni scorsi infatti è stato annunciato il rinvio della realizzazione dell’impianto di depurazione delle acque al 2023. Un boccone amaro per l’intero territorio, dato che si tratta di un’opera che si aspetta di vedere realizzata nella sua interezza da anni.


L’impianto costruito anni fa nella frazione di Punta Cugno non è mai entrato in funzione e le continue promesse non mantenute scatenano l’indignazione degli abitanti, e in particolar modo delle associazioni ambientaliste, in quanto il mare continua a essere inquinato dai liquami fognari e dai metalli pesanti. Negli anni passati era stata avanzata l’ipotesi dell’allacciamento all’Ias (Industria Acqua Siracusana), ma essendo quest’ultimo un ente privato il progetto non poté avere attuazione.


L’idea adesso è quella di costruirne uno nuovo sempre a Punta Cugno, ma considerando il territorio di Augusta nella sua interezza, con le frazioni marinare di Agnone Bagni e Brucoli, si pensa di poter ovviare nel più breve tempo possibile con un’altra soluzione. Si lotta sia per rendere balneabile tutto il litorale che per ottenere l’istituzione dell’Area Marina Protetta BrucoliAgnone, come spiega la presidente della sezione di Augusta di Italia Nostra, Jessica Di Venuta.


“L’istituzione dell’Area Marina Protetta Brucoli-Agnone – afferma Di Venuta – è importante sia dal punto di vista naturale che da quello archeologico. Abbiamo fatto nascere l’Associazione Temporanea di Scopo tra noi di Italia Nostra, il Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali dell’Università di Messina e il Comune di Augusta. A settembre del 2015 abbiamo fatto una campagna oceanografica nelle acque antistanti Brucoli, finanziata dalla nostra sezione. Sono state fatte quindi le analisi propedeutiche al dossier e abbiamo mandato il documento che attestava lo sversamento degli scarichi fognari in mare alla Commissione Europea, che ci ha chiesto di tenerla informata sugli eventuali sviluppi. Ma poi si è arenato tutto. Noi ci siamo documentati e la soluzione per rendere l’acqua balneabile è l’utilizzo di vasche in cemento armato vibrato. Una volta sistemate vengono eseguiti i collegamenti idraulici ed elettrici e per completare il lavoro ci vogliono pochi giorni. Dalle analisi risulta anche che per Brucoli e Agnone il problema sono gli scarichi fognari, mentre nel mare del centro di Augusta ci sono anche i metalli pesanti, soprattutto nella rada. Si può attuare comunque un sistema unico. Inoltre la fascia costiera tra Brucoli e Agnone è stata dichiarata, con decreto legge del 30 maggio 2008, Area di Notevole Interesse Pubblico”.



Non si possono attendere altri tre anni per un’opera così importante, anche se il dialogo con le istituzioni non è semplice. Bisogna prestare attenzione a tutto il territorio comunale e riguardo al mare della zona centrale ci sono anche altri problemi. Le soluzioni possono essere anche provvisorie, ma sempre con lo scopo di rendere lambiente sano.

“Non capisco perché si debba aspettare ancora – conclude Di Venuta – tutto questo tempo, anche in considerazione del fatto che l’Italia è ai primi posti per le procedure di infrazione delle norme comunitarie in materia ambientale. Dobbiamo risolvere i problemi laddove sono risolvibili. Per il centro di Augusta le casse in cemento armato purtroppo non bastano. Riguardo agli scarichi fognari il problema deve essere risolto nel 2020 anche perché nel lungomare Rossini ci sono le fognature a cielo aperto. Abbiamo mandato nel 2015 un esposto al presidente della Commissione per l’Ambiente, informando anche il presidente della Regione Siciliana, il sindaco di Augusta e il procuratore della Repubblica, ma fu dichiarato che il reato di attentato alla salute pubblica non sussisteva. Continuiamo a sostenere l’ipotesi dei cassonetti in cemento armato vibrato per rendere le acque balneabili, ma nella speranza di avere un depuratore che sia tale. Si deve capire anche se questa soluzione si possa applicare, anche provvisoriamente, per il porto Xiphonio. Augusta deve essere balneabile in quanto città di mare e può trarne beneficio. Tutela dell’ambiente e sviluppo economico sostenibile devono andare di pari passo”.