Alessandra, dilaniata di botte dal fidanzato Cristian Ioppolo: I DETTAGLI del femminicidio di Messina e il VIDEO dell'arresto - Newsicilia -->

Alessandra, dilaniata di botte dal fidanzato Cristian Ioppolo: I DETTAGLI del femminicidio di Messina e il VIDEO dell’arresto

Alessandra, dilaniata di botte dal fidanzato Cristian Ioppolo: I DETTAGLI del femminicidio di Messina e il VIDEO dell’arresto

MESSINA – Una violenza cieca e animale scaturita dalla gelosia e dalle ristrettezze economiche. Sarebbe questo il contesto nel quale si sarebbe consumato l’efferato omicidio di Alessandra Immacolata Musarra, la giovane assassinata la sera 6 marzo all’interno della sua abitazione a Santa Lucia sopra Contesse, nella periferia sud di Messina.

A confessare la paternità del terribile gesto è stato il fidanzato 26enne Cristian Ioppolo che, dopo un estenuante interrogatorio in presenza del suo avvocato, Alessandro Billè, ha raccontato come si sarebbero svolti i fatti.


Nel corso della confessione, il cui contenuto è stato diffuso durante la conferenza stampa che si è svolta ieri sera in questura, il giovane avrebbe reso noti anche alcuni dettagli della relazione che lo legava alla vittima: i due, infatti, si sarebbero fidanzati nell’aprile del 2018 e, dopo solo un mese, avrebbero deciso di andare a convivere nell’abitazione della ragazza. Un rapporto che, dopo poco tempo, sarebbe diventato turbolento, al punto che, a causa dei litigi, di frequente i due avrebbero interrotto la convivenza. In quei momenti Cristian faceva ritorno nella casa della madre, salvo trascorrere qualche notte nell’appartamento della fidanzata.

Nonostante i tentativi di depistaggio, gli elementi raccolti rapidamente dagli uomini della squadra mobile di Messina testimonierebbero la grave responsabilità dell’indagato. Cristian, infatti, dopo aver massacrato la fidanzata, avrebbe inviato un messaggio al padre della vittima, Luciano, intorno alle 2 di notte, cercando di far ricadere la colpa sull’ex fidanzato (col quale Alessandra aveva interrotto la relazione 6 anni fa). Il giovane, infatti, avrebbe scritto, spacciandosi per la 30enne, che l’ex fidanzato si sarebbe presentato in casa e l’avrebbe tenuta bloccata.

Luciano Musarra, intorno alle 8 del mattino, si sarebbe precipitato da Santa Teresa da Riva nel quartiere messinese e, in compagnia del figlio, che abita nell’appartamento sottostante a quello della vittima, avrebbero tentato di entrare in casa, preoccupati per il silenzio di Alessandra. Non riuscendovi, a causa della chiave inserita nella toppa che impediva l’accesso nell’appartamento, i due sarebbero entrati da una finestra, dopo essersi arrampicati su una scala esterna. Presente al momento della scoperta del cadavere anche il reo confesso Cristian che avrebbe contattato il padre della vittima dicendo di non riuscire a entrare in casa e che avrebbe finto stupore di fronte al corpo straziato della vittima.

Secondo le prime ricostruzioni, il 26enne, dopo l’omicidio, avrebbe avuto il tempo di tornare nella propria abitazione, dove si sarebbe tolto i vestiti sporchi di sangue, che indossava al momento della brutale violenza, e li avrebbe lasciati in lavanderia, luogo in cui successivamente li avrebbero trovati e sequestrati i poliziotti.

Sul corpo di Alessandra sono stati trovati segni di gravissime percosse, soprattutto sul collo. Sarà l’esame autoptico, che dovrebbe essere eseguito entro la fine della settimana, a stabilire l’ora e le cause del decesso.

In conferenza stampa , il procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci ha ribadito che è necessario che la fiducia nelle istituzioni aumenti e si è detta amareggiata perché non si è riusciti a evitare questa tragedia.