Alcolici venduti abitualmente ai minori: sospesa la licenza di un pub "recidivo" - Newsicilia

Alcolici venduti abitualmente ai minori: sospesa la licenza di un pub “recidivo”

Alcolici venduti abitualmente ai minori: sospesa la licenza di un pub “recidivo”

PALERMO – Durante le consuete attività di controllo riguardo l’abusivismo commerciale svolte dalla la Polizia di Stato, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la poliziamunicipale di Palermo, è stata sospesa ieri, per la durata di tre mesi, la licenza per la vendita di alimenti e bevande al titolare del Pub “Sottocapo” di piazza Monte di Pietà.

Alla base del provvedimento, emesso dal Comune di Palermo, vi sono le ripetute violazioni amministrative, segnalate e sanzionate nel corso degli ultimi mesi, dai poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura. Nello specifico, i poliziotti hanno accertato e documentato come all’interno del locale venissero vendute bevande alcoliche a minori, senza averne preventivamente accertata l’età, come prescritto dalla legge.



Gli agenti, infatti, in più occasioni hanno notato fuori dal locale numerosi minorenni intenti a consumare alcolici, per poi documentare anche, attraverso appositi servizi di osservazione all’interno del locale, la somministrazione di bevande alcoliche da parte del barman ad altri minori. Per tali violazioni il pub era già stato sottoposto a sanzioni amministrative, per un ammontare di 333,33 euro per la prima e di 666,66 euro per la seconda.

Il provvedimento di sospensione della licenza giunge infatti per la persistenza, documentata, di tali violazioni amministrative. Poco tempo fa il proprietario del pub era stato sanzionato dalla Polizia di Stato e dalla polizia municipale anche per altre irregolarità, quali l’assenza all’interno del locale del prescritto etilometro e la mancata esposizione dei cartelli sul divieto di fumo; inoltre, a ottobre, era stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato di occupazione abusiva di suolo pubblico: ne aveva infatti occupato una porzione ben più ampia rispetto a quella per cui risultava autorizzato.


Era stato poi segnalato al garante della privacy per non aver indicato con l’apposito cartello la presenza di un sistema di videosorveglianza all’interno del locale.

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