D’agosto, mascherina mia non ti conosco

D’agosto, mascherina mia non ti conosco

Mascherina o non mascherina? Questo è il problema. Nemmeno poi tanto se si considera che, non appena sono sopraggiunte le alte temperature e le belle giornate estive il dispositivo di protezione individuale è via via scomparso. Chi la tiene rigorosamente sotto il naso, per “respirare meglio”; chi la porta sotto il mento a mo’ di collana; chi come bracciale o elastico per i capelli; chi la perde o dimentica di continuo; chi ne fa semplicemente a meno.


Mascherina usata sempre meno

La situazione, negli ultimi tempi, non riguarda solo luoghi all’aperto affollati, ma anche quelli al chiuso, dove andrebbe sempre indossata per autotutelarsi contro il rischio di contagio.


Se all’inizio chi non indossava una mascherina veniva immediatamente additato come untore, adesso i pochi muniti di protezione che ancora (giustamente) la utilizzano in modo corretto vengono guardati con un misto di sufficienza e compassione. Lo stesso può dirsi se il soggetto che indossa la mascherina rispetta anche il distanziamento sociale ed evita di salutare (quasi facendo la figura del cafone) con la classica stretta di mano o i due baci sulle guance, venendo considerato alla stregua di un paria che si autoesclude dalla società.


Il calo di vendite

Il sospetto che si stia assistendo a un graduale accantonamento delle mascherine e delle norme anticontagio sembrerebbe confermato anche dalla riduzione del numero di acquisti effettuati in farmacia dei dispositivi individuali di protezione e di igienizzanti.



Lo dimostrano i dati raccolti da Iqvia (provider globale di informazioni in ambito sanitario e farmaceutico) e pubblicati da IlSole24Ore. Il picco di acquisti è stato registrato nella settimana tra il 6 e il 13 aprile, quando i cittadini italiani hanno speso ben 5,5 milioni di euro in mascherine. Da quel momento si è assistito a un calo continuo: il punto più basso è stato segnalato intorno al 20 giugno, con una spesa di “soli” 1,7 milioni di euro. È seguita una leggera risalita fino al 20 luglio, con acquisti per 2,27 milioni di euro. Più drastico, invece, il crollo delle vendite di gel igienizzanti: picco il 9 marzo con 4,53 milioni spesi; mentre al 20 luglio la cifra spesa ha raggiunto solo 521mila euro.

Abbassamento della guardia

Un pericoloso abbassamento della guardia, dunque, proprio quando in Italia (e nel resto d’Europa) i contagi stanno risalendo. Eppure sappiamo che al momento, in attesa di un vaccino efficace, le uniche armi valide contro il virus sono le mascherine, l’igienizzazione delle mani e il distanziamento sociale.

Che la tentazione di godere a pieno di spiagge, aperitivi e cene estive, dopo i lunghi e cupi mesi di confinamento in casa, sia più forte della paura del contagio?

Fonte foto: Facebook – Comune della Spezia