"Affermazioni infamanti e diffamatorie", Riccardo Pellegrino cita in giudizio Claudio Fava - Newsicilia

“Affermazioni infamanti e diffamatorie”, Riccardo Pellegrino cita in giudizio Claudio Fava

“Affermazioni infamanti e diffamatorie”, Riccardo Pellegrino cita in giudizio Claudio Fava

CATANIA – È stato citato a comparire, per l’udienza fissata per il primo luglio prossimo, innanzi al Tribunale di Catania, Claudio Fava, accusato da Riccardo Pellegrino del reato di diffamazione a seguito della conferenza stampa e delle relative interviste rilasciate da Fava, attuale presidente della Commissione regionale antimafia, lo scorso 5 ottobre 2017.

Per capire bene di cosa stiamo parlando, dobbiamo fare un passo indietro e far ritorno, appunto, allo scorso ottobre, quando, in occasione dell’inaugurazione della campagna elettorale per le elezioni dell’Assemblea Regionale Siciliana, Claudio Fava tenne una conferenza stampa e rilasciò delle interviste, durante le quali – secondo la parte offesa, difesa dall’Avv. Grazia Romano -, pronunciò accuse ed affermazioni infamanti e gravemente diffamatorie nei confronti di Pellegrino. Quest’ultimo, così come Fava, era candidato alle elezioni e, come lui, si accingeva a promuovere la propria campagna elettorale.



Nello specifico, Pellegrino era candidato di Forza Italia, mentre Fava era candidato di Cento passi per la Sicilia.

In uno stralcio della conferenza in questione, Fava parlò di “un candidato, i cui profili di rischio sono elevatissimi, fratello di Gaetano Pellegrino, considerato il boss di riferimento della famiglia dei Carcagnusi, condannato per estorsione e imputato di associazione mafiosa”. Il monologo di Fava continua facendo riferimento ad episodi in cui Pellegrino si sarebbe recato nella redazione di un quotidiano di Catania insieme a Carmelo Mazzei, allora appena 21enne e che Fava, sempre secondo la difesa, definisce come “il figlio di uno dei più pericolosi latitanti di mafia”.


C’è da dire, però, che la frequentazione di Riccardo Pellegrino con Carmelo Mazzei risale ai tempi della loro infanzia. Mazzei, inoltre, ha scelto da tempo la strada del sacerdozio e studia teologia.

Secondo la difesa di Pellegrino, è evidente che tali espressioni – non ve le riportiamo interamente perché particolarmente prolisse – che Claudio Fava ha voluto pronunciare nei confronti della parte lesa, “parole diffamatorie e accuse gravissime, peraltro del tutto infondate, e lo ha fatto in veste di candidato, al pari di Pellegrino, alle elezioni per il rinnovo dell’ARS. Le sue asserzioni – spiega l’avvocato Romano – nulla hanno di vero. Egli esordisce manifestando la preoccupazione che vi fossero possibili infiltrazioni da parte di Cosa Nostra fra le liste elettorali e subito fa il nome di Riccardo Pellegrino e di suo fratello, Gaetano Pellegrino”. Proprio su quest’ultimo, Gaetano Pellegrino, appunto, c’è da sottolineare come sia stato scarcerato dalla Corte di Cassazione prima e dal tribunale della Libertà di Catania dopo, che hanno ritenuto non sussistesse nessun indizio di colpevolezza affinché si potesse mantenere una misura cautelare.

In ogni caso, sottolinea l’Avv. Romano: “La vita e l’attività di Riccardo Pellegrino nulla hanno a che vedere con le vicende giudiziarie del fratello”

Ma chi è, allora, Riccardo Pellegrino? E perché è stato “additato” da Claudio Fava come un “uomo di mafia”? L’ex candidato alle elezioni non appartiene a nessuna famiglia mafiosa, non ha mai ricevuto alcuna imputazione per fatti di mafia, mai avuto contatti con soggetti pregiudicati o dal comportamento discutibile. Riccardo Pellegrino, ribadisce il difensore, è “un soggetto totalmente incensurato”.

C’è chi potrà ricordare la vicenda, sempre a seguito delle elezioni, per cui Pellegrino venne accusato di voto di scambio politico-mafioso, ma è proprio per quest’ultima accusa che l’ipotesi venne ampiamente archiviata dal Gip del Tribunale di Catania.

Le parole di Fava, secondo la difesa di Pellegrino, “avrebbero arrecato un danno all’immagine all’onore ed alla reputazione” del proprio assistito. L’Avv. Romano chiede, dunque, che venga accolta la richiesta di accuse di natura diffamatoria da parte di Claudio Fava e chiede, infine, a quest’ultimo, il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali non inferiore a 100mila euro nei confronti di Riccardo Pellegrino che, lo ricordiamo, non è stato eletto né all’Assemblea Regionale Siciliana né successivamente al Consiglio Comunale di Catania dove era candidato a Sindaco.