Adozione, quanta burocrazia! L’amore non basta, ma il bambino è al centro della richiesta

Adozione, quanta burocrazia! L’amore non basta, ma il bambino è al centro della richiesta

Adozione, quanta burocrazia! L’amore non basta, ma il bambino è al centro della richiesta

CATANIA – C’è la delusione di una donna, o di una coppia in generale, quando sfortunatamente si scopre di non potere avere figli. C’è l’amarezza di marito e moglie quando si sente dal profondo del cuore di fare un bellissimo gesto, come quello di adottare un bambino, ma essere impreparati. Amarezza che si amalgama alla disinformazione.


Un evento che non si verifica spesso qui in Sicilia, se di adozioni si tratta, perché è talmente lungo il processo, unitamente ai requisiti richiesti, che una cosa bella come questa diventa maledettamente difficile. E si finisce sempre con un pugno di mosche in mano. 


L’adozione è dare la possibilità a un bambino di avere qualcuno che lo ami, prima ancora di assumere il medesimo status di famiglia. Non importa chi c’è stato prima, perché viene assunto il cognome del padre adottivo, per la valenza del detto: “Un figlio non è di chi lo fa, ma di chi lo cresce”. 

Una storia facile o difficile alle spalle, poco importa in questi casi: un racconto di un essere umano in difficoltà, alla ricerca della felicità, come il famoso film con Will Smith protagonista principale. 

Come si fa ad adottare un bambino? E, soprattutto, quanta è l’intenzione di farlo? Basti pensare che proprio nel territorio siciliano è noto un crollo vertiginoso delle domande di adozione: 83 famiglie su 990 hanno “coronato” il proprio desiderio (dati del 2016, report dell’associazione Ai.Bi.), una quarantina in meno rispetto al 2001, dove le domande superavano il migliaio.

È cambiata proprio la domanda, in questi anni: per avviare il procedimento adottivo, bisogna presentare una Dichiarazione di disponibilità all’adozione, non più una domanda. Questa piccola modifica risulta fondamentale per risaltare il vero scopo di tutto questo: il diritto del minore, non della coppia. Non è quest’ultima ad avere bisogno di un bambino, ma l’esatto contrario.

Adozione e affidamento familiare sono disciplinati dalla legge 184/83 in Italia, modificata poi dalla 149/2001. Si tratta, in questo caso, di adozione nazionale. Il minore, grazie anche alla Convenzione dell’Aja, è al centro di tutto: non si cerca un bambino qualsiasi per soddisfare la famiglia, bensì deve essere quest’ultima a essere adatta alle caratteristiche dell’adottato. 

Nell’adozione internazionale, quando i coniugi accettano l’abbinamento proposto dall’Ente autorizzato, essi devono recarsi nel paese d’origine del minore da adottare per perfezionare la procedura, secondo le leggi proprie di quello stato. Secondo la normativa italiana, il bambino adottato all’estero acquisirà la condizione di figlio adottivo prima dell’ingresso nel nostro stato e il Tribunale per i Minorenni ne trascriverà il nuovo status all’arrivo. Ciò significa, quindi, che successivamente all’ingresso del minore in Italia, non sarà più possibile che il bambino rientri nel paese d’origine.

Si parlava anche di requisiti. Eccoli qui, elencati uno per uno:

  1. La coppia deve essere sposata da almeno tre anni, o comunque bisogna raggiungere tale periodo sommando anche la durata del matrimonio al periodo di convivenza. Non deve esserci nessuna separazione, neppure di fatto;
  2. La differenza di età: tra adottante e adottato, il primo deve avere almeno 18 anni in più, per un massimo di 45 per uno dei due coniugi e di 55 per l’altro;
  3. Testare l’idoneità dei futuri genitori insieme con la capacità di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare. 

Da documentare anche l’età, la sana e robusta costituzione e la sussistenza economica. 

La coppia dovrà effettuare in gruppo un percorso informativo e formativo di preparazione all’iter che può essere anche fatto negli uffici delle Aziende Sanitarie Provinciali. Arriverà in seguito uno psicologo per una prima valutazione su marito e moglie, insieme con l’assistente sociale del comune di appartenenza. Si passa quindi a colloqui, visite domiciliari, test di personalità: tutto per descrivere le caratteristiche chiave dei coniugi al Tribunale per i Minorenni.

A seguito della dettagliata relazione, sarà poi un giudice delegato a rilasciare l’idoneità che consente di accedere sia all’adozione internazionale che nell’elenco degli aspiranti genitori dell’adozione nazionale.

I coniugi che si sono dichiarati disponibili esclusivamente all’adozione nazionale non riceveranno invece alcun decreto; essi verranno inclusi in un elenco formulato in base alle caratteristiche del/dei minori di interesse (1 o più bambini, età, rischio giuridico, handicap, ecc..) e verranno convocati dallo stesso Tribunale, in ordine cronologico rispetto alla presentazione della disponibilità, qualora si presenti la possibilità di adottare uno o più minori con le caratteristiche indicate dalla coppia. Le convocazioni di solito coinvolgono più coppie contemporaneamente e possono svilupparsi in più incontri.

Ma, chi può essere adottato? Non basta, infatti, che un bambino viva in una casa famiglia o in un istituto, ma deve essere dichiarato in stato di abbandono, ovvero accertato dalle autorità giudiziarie che nessuno dei familiari è in grado di provvedere alla sua assistenza morale e materiale. Questi sono spesso vittime di maltrattamenti e abusi, traumatizzati dall’abbandono e che non si fidano molto degli adulti. 

Importante affidarsi sempre a specialisti del settore, soprattutto agli inizi e in età adolescenziale, quando il ragazzo può mettere in discussione l’autorità dei genitori, dicendo loro: “Voi non potete dirmi cosa dovete fare, perché non siete davvero mia madre o mio padre”.

A Catania, ad esempio, c’è un ufficio adozioni in via Passo Gravina, con referente la dottoressa Maria Teresa Rizzarelli, che contatteremo nei prossimi giorni per avere degli ulteriori dati e delle specifiche. Ma questi sono diffusi in tutta la Sicilia: in quanti li conoscono davvero?

Insomma, un processo spiegato passo dopo passo, ma che diventa davvero difficile da affrontare: basta, tuttavia, la giusta determinazione che serve a volere qualsiasi cosa, in questo caso un bambino da adottare.

Immagine di repertorio