Catania, sit-in di protesta contro le Poste

Catania, sit-in di protesta contro le Poste

CATANIA – L‘agenzia di recapito postale Palma s.r.l. di Catania, la più importante partner di Poste italiane in Sicilia, ha avviato una procedura di mobilità (licenziamento collettivo) per chiusura attività nei confronti di 42 lavoratori. La decorrenza è immediata. Domani, a partire dalle ore 9,30, i lavoratori protesteranno con un sit-in di fronte alla Prefettura di Catania per chiedere tutele ed occupazione. La necessità dell’azienda di licenziare, da quanto si evince dagli incontri sindacali, è causata dal mancato rinnovo della commessa di Poste Italiane SpA. Dichiara Davide Foti segretario generale della SLC CGIL Catania: “Ci sembra inverosimile che in un momento così delicato per il nostro mercato del lavoro, la prima azienda italiana non riesca da un lato a garantire un servizio adeguato ai clienti/cittadini e dall’altro crei ricadute occupazionali che difficilmente eviteranno la disoccupazione e relativa esclusione sociale ai lavoratori. Dal 2001 nel settore dei recapiti privati postali si verificano pratiche particolarmente lesive sia per l’impresa ma soprattutto per i lavoratori. I bandi di gara di Poste italiane rasentano un moderno “schiavismo” dove per soli 0.98 centesimi di euro vengono recapitate le raccomandate che vengono pagate dai clienti (ricordiamo che una raccomandata costa da 3.50 euro a 13.50 euro). Ovviamente a pagare non sono solo i lavoratori ma anche i cittadini consumatori che vedono sempre più abbassarsi la qualità del servizio. La latitanza delle istituzioni, soprattutto del Governo che con il Ministero del Tesoro rimane unico “padrone” di Poste Italiane, è un atto vergognoso e irrispettoso verso i lavoratori dei servizi postali privati. Non si può rimanere sordi ad una così grave situazione sociale”.

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