Il Catania non riesce più a vincere. La squadra di mister Toscano non riesce ad andare oltre il pareggio al De Simone e adesso la ricorsa al Benevento si complica.
La cronaca della gara
Nonostante i fuochi d’artificio ad accendere l’ingresso in campo di Siracusa e Catania, i primi trenta minuti sono tutt’altro che pirotecnici. Ritmi bassi, squadre cortissime e pochissimi rischi. È una partita bloccata, quasi ingessata.
Il Catania di Toscano fatica a emergere: assetto troppo prudente, baricentro basso e atteggiamento attendista che non valorizza le qualità offensive. Il gioco è spezzettato dai continui fischi dell’arbitro, severo su ogni contatto. Una gestione decisamente anti-inglese, che spezza ritmo e continuità.
Poi, al 36’, lo switch. In contropiede il Catania fa ciò che fino a quel momento non aveva mai osato: rischiare. Ripartenza pulita, palla portata con coraggio dentro l’area avversaria e zampata vincente di D’Ausilio. È 0-1, ed è il primo vero squillo della gara.
Il gol cambia l’inerzia. La macchina di Toscano si accende, prende fiducia e alza i giri del motore. Pochi minuti dopo, ancora in ripartenza, arriva anche il raddoppio. Esplode la panchina rossazzurra, ma l’urlo resta in gola. Posizione millimetrica di fuorigioco di Pieraccini e 0-2 annullato. Si va all’intervallo con un Catania cresciuto nel finale, capace di colpire quando ha finalmente deciso di alzare il baricentro.
Secondo tempo
La ripresa non fa nemmeno in tempo a prendere forma che il copione cambia bruscamente. Bastano pochi minuti al Siracusa per ribaltare l’inerzia e colpire a freddo il Catania. Di Paolo, classe 2006, approfitta di una distrazione difensiva e si infila come una lama nel cuore dell’area rossazzurra. Si crea lo spazio, apre il mancino e piazza il pallone dove Dini non può arrivare. È 1-1 improvviso, quasi fulmineo. Un colpo che spezza l’equilibrio mentale degli etnei e riaccende il pubblico di casa.
Il Catania prova a reagire immediatamente. Casasola si prende la responsabilità e calcia con coraggio dalla distanza, ma il pallone si perde abbondantemente sopra la traversa. È il segnale di una squadra che vuole rispondere, ma senza la necessaria precisione.
La partita si accende, si allunga, si sporca. Anche il Siracusa prende fiducia e al 57’ è ancora Di Paolo a rendersi pericoloso: si smarca sulla diagonale, incrocia col destro, ma trova un attento Dini a chiudere lo specchio.
Con il passare dei minuti la qualità si abbassa e sale l’agonismo. Calci, pestoni, contrasti duri: il match diventa nervoso, spezzato, ruvido. L’unico vero spiraglio per i rossazzurri arriva dai piedi di Rolfini. Il neoentrato si libera alle spalle di Marafini, scappa in allungo e viene steso al limite. Sul pallone va D’Ausilio: destro a giro, ma la barriera respinge. Il nervosismo prende il sopravvento al De Simone e il Catania fatica a trovare lucidità negli ultimi metri. L’episodio che può cambiare tutto arriva al 95’. Allegretto stende in area Gudelevicius: proteste vibranti, l’arbitro va al FVS, controlla e lascia correre. Niente rigore.
La panchina esplode, mister Turati viene espulso. Si gioca fino al 103’, in un finale confuso e teso, ma al Catania manca il cinismo per trovare il colpo decisivo.
Il tabellino
Marcature: D’Ausilio; Di Paolo;
Sostituzioni: fuori Caturano dentro Rolfini; Contini- Puzone; Di Tacchio entra al posto di Bruzzaniti;
Ammonizioni: mister Turati; Riccardi; Jimenez; Puzone; Marafini; Esce Riccardi per Simonetta; Esce Jimenez per Forte; dentro Pacciardi, Sbaffo e Gudelevicius;
Espulsi: mister Turati;
Siracusa – Catania
⚽️ Catania – Latina
🏟️Stadio Nicola De Simone
🕦Orario d’inizio 17:30
Le formazioni ufficiali

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