VI edizione Gran Premio Nazionale Teatro Amatoriale: la Compagnia “Qui ed Ora A.P.S” in scena con “Ferdinando”

VI edizione Gran Premio Nazionale Teatro Amatoriale: la Compagnia “Qui ed Ora A.P.S” in scena con “Ferdinando”

CATANIA – È la volta dei pugliesi “Qui ed Ora A.P.S” di Bisceglie, che domenica 12 settembre, ore 21, al Parco Trinità Manenti di Mascalucia in occasione della fase finale del “Gran Premio Nazionale Teatro Amatoriale“, promosso dalla F.I.T.A., Federazione Italiana Teatro Amatori, presieduta da Carmelo Pace ed organizzata dal Teatro Stabile Mascalucia Mario Re, diretto da Rita Re e dal Comitato Regionale Fita Sicilia mettono in scena “Ferdinando” di Annibale Ruccello.

È il testo più rappresentativo di Ruccello – dichiarano i registi Daniela Rubini e Vincenzo Raguseo è un omaggio ad un autore che abbiamo amato sin dal primo momento e pone l’attenzione ad un’analisi antropologica e storica del popolo napoletano con un finale che presenta elementi noir“.


L’azione si svolge nel 1870, un anno prima della presa di Roma. In una villa vesuviana vivono, in esilio volontario, due donne. La baronessa Donna Clotilde, chiusa nella sua ipocondria e in una simulata infermità a letto, rifiuta culturalmente e storicamente la modernità, non solo ripudiando la nuova situazione politica e il re sabaudo, ma anche l’italiano, mentre l’altra protagonista femminile è Donna Gesualda, sua cugina povera e zitella, che la accudisce e la sorveglia, intrecciando una relazione clandestina con l’unico uomo che frequenta la casa: Don Catellino, curato dotto e vizioso. L’improvviso arrivo di Ferdinando, lontano nipote della baronessa del quale si ignorava l’esistenza, porterà scompiglio nella casa, facendo emergere passioni sopite, vizi e rancori.

Lo spettacolo – continuano i registi – non è un dramma storico ma uno studio dei precari equilibri tra i tre personaggi principali che vengano alterati dall’inaspettata venuta di un giovanotto ‘dalla bellezza morbosa e strisciante’, dove ognuno di loro sarà trasformato dalla sua presenza in modo apertamente ambiguo e Ferdinando che porta ‘’o nomme ‘e nu re’, finirà per rivelarsi Filiberto, impostore con il nome di un Savoia“.