Laura Giordani: "Vi racconto il mio primo red carpet"

Laura Giordani: “Vi racconto il mio primo red carpet”

Laura Giordani: “Vi racconto il mio primo red carpet”

CATANIA – Solare e con un sorriso contagioso, che difficilmente si dimentica. Protagonista di numerosi spettacoli teatrali e fiction di successo, come “Il Commissario Montalbano” ed ora per la prima volta sul grande schermo con “Le Sorelle Macaluso”, per la regia di Emma Dante. È Laura Giordani attrice catanese dalla carriera ultraventennale. La incontriamo in un bar del centro dopo la partecipazione alla 77^ edizione del Festival di Venezia.


“Le Sorelle Macaluso” per la coinvolgente interpretazione ha vinto a Venezia il Premio Pasinetti, assegnato dai Giornalisti Cinematografici SNGCI. Ci racconta l’emozione provata?


Sono felice. Venezia è stato un sogno che si avvera. Un film nel film. La magia del red carpet, i flash, le interviste e la grande alchimia creata tra tutte noi ‘Sorelle Macaluso’ ha reso questo importante risultato un momento indelebile nei nostri ricordi, che custodiremo con grande affetto, non solo per l’importanza lavorativa dell’evento ma per il grande legame che si è instaurato. Dopo 26 anni di carriera teatrale inizia questo nuovo cammino con il Cinema. A 46 anni posso affermare con gioia e tanta speranza, che sto lavorando per nuovi importanti traguardi”.

Com’è stato il suo primo incontro con la regista Emma Dante?

Emma Dante è una grande creatrice di bellezza. Mi sono trovata benissimo con lei e con tutto il cast. Sono stata contattata dall’aiuto casting che mi ha visto su Facebook ed ho fatto il primo provino con Maurilio Mangano, fino ad arrivare al secondo provino con Emma Dante. Dopo pochi giorni mi arriva la notizia, che sono stata presa per il film”.

Qual è il suo ruolo?

Nel film interpreto Katia, l’unica sorella che si sposa ed ha un figlio. È un personaggio molto complesso. Un carattere totalmente opposto al mio, in quanto tutto il dolore che la vita le infligge non lo riesce ad esternare ma lo trattiene dentro. Mi sono confrontata con questo ruolo cercando di dare il meglio di me imparando a conoscerlo un po’ alla volta e amarlo giorno dopo giorno per la forza e il coraggio delle sue scelte”.

Le prove e le riprese come si sono svolte?

Una particolarità delle prime prove, sicuramente, è stata l’intuizione intelligente di Emma Dante di averci fatto leggere il copione come se fosse uno spettacolo teatrale. Non nego, che la regista è stata molto dura ma con il senno di poi capisco che ogni cosa è stata fatta per tirare fuori da ognuno di noi il meglio. Emma Dante con i suoi rimproveri e le sue strigliate si è comportata come una mamma, non a caso nella chat di whatsapp è stata ribattezzata da tutte noi come mamma Emma”.

Nel cast ci sono tante brave attrici siciliane. Che aria si respirava fuori e dentro le scene?

Il rapporto con le mie colleghe dalle più piccole alle più grandi è stato meraviglioso. Ho ritrovato Donatella Finocchiaro, persona e professionista splendida, e lavorare al fianco di una donna straordinaria e dal cuore grande come Ileana Rigano è stato davvero un dono. Quando abbiamo rivisto il film senza Ileana, perché già ci aveva lasciato tutte indistintamente ci siamo commosse pensando al grande insegnamento umano e professionale che ci ha donato. A Venezia Ileana non era con noi fisicamente, ma spiritualmente è sempre al nostro fianco”.

Sognava di fare questo lavoro sin da bambina. Si sente una fortunata ad aver dato potere e forma ai suoi sogni?

I miei Maestri sono stati Giuseppe Di Martino e Romano Bernardi. Mi sono formata allo Stabile di Catania e posso affermare con assoluta convinzione e certezza, che mi sento una donna fortunata ad avere realizzato il mio sogno, il mio progetto di vita. Amare ciò che si fa è un dono divino che pochi eletti riescono ad ottenere”.

Cosa si aspetta dopo questo successo?

Di continuare ancora in questa direzione e che dopo ben 26 anni di carriera il mio lavoro possa essere sempre apprezzato e applaudito, abbattendo finalmente i favoritismi e dare voce solo a chi realmente merita”.