CATANIA – Si sa, il copione della commedia brillante “I Turchi” è nato per suscitare ilarità che solitamente confluisce in incontenibili risate, ma domenica sera al Teatro Don Bosco, grazie alla compagnia “Teatro per Passione”, per ciò che riguarda il divertimento si è esagerato: e non poco.
Davvero è stato un profluvio di risate, appalusi e ancora risate in un alternarsi che ha dato ancora più verve a una commedia di per sé senza soluzione di continuità tra paradossi, perfidi equivoci, minacce, donne di facili costumi, preghiere, medici inebetiti e una moglie ingestibile. Stavolta i mattatori sono stati più di uno che si sono alternati al sempre eterno Franco Torrisi che oramai va a memoria. Così, il prete (Antonio Sangari) e “l’illibata” Caterina(Maria Iuvara) reggono, puntellano dove occorre e trainano un copione nato per non lasciare nemmeno un minimo vuoto scenico: bravi.
Fanno la loro figura, ben difendendosi dalle insidie dei ruoli, anche il Dottore (Pippo Di Maura) dall’accentuano Parkinson e che non ne azzecca una e la levatrice (Maria Rosa Iudica), sempre in cerca di mariti da sposare e…seppellire! Mentre ben occupa la scena il Malandrino (Roberto Cosentino) con una fisicità e un vocione ben adattato al ruolo, grazie anche a un’ammirevole passione nel recitare che di certo lo farà crescere come attore ancora di più. Sale spesso su di giri con una lingua tutta sua Vennera (Graziella Filocamo), personaggio eccentrico che piace al pubblico e le cui risate e applausi esaltano la navigata attrice. Lisa (Marzia Fiume), tra gambe in mostra e personaggio di dubbia moralità, alla fine è quel famoso “sali ca conza a minestra” e non è mancato di certo alla sua verve dialettica e scenica “insaporire” il lussurioso piatto dell’ambiguità.
Un finale caotico dove i ragazzi del gruppo di ballo “Gli Artisti,” diretto da Elisa Laviano, hanno aggiunto, così come avevano fatto con la loro vivace scena iniziale, quel quid di spettacolarità che in questi casi non guasta mai.
La certezza che questo lavoro teatrale sia piaciuto al pubblico? Gli applausi, davvero tanti e reiterati, ed è questo in primis ciò che ripaga la compagnia “Teatro per Passione” dai numerosi sacrifici. Ci si rivede l’otto febbraio stavolta con un lavoro del grande Piero Iuvara.



