CATANIA – Si è svolto giovedì scorso, presso il Teatro Metropolitan di Catania, un articolato convegno dal titolo “Teatro e disabilità per promuovere l’inclusione. Quale progetto di vita attraverso la mediazione del teatro?” che ha visto come protagonisti diversi attori sociali come il Rettore dell’università Enrico Foti, Direttore Disform- Unict Loredana Cardullo, il Direttore Artistico Neon Piero Ristagno, il Direttore del corso di specializzazione attività sostegno ciclo X Paolina Mulé, il Presidente Rotary Francesco Mauceri, il Presidente Associazione “Alfredo Agosta” Carmelo La Rosa.
Un convegno organizzato dalla Direzione del Corso di specializzazione per le attività di sostegno Ciclo S- Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Catania, nell’ambito delle attività di Terza Missione, che ha visto poliedriche figure, anche della società civile, affrontare un argomento di indubbia attualità come la disabilità, che è sempre specchio e indice del grado di maturità di una società che dovrebbe salvaguardare un pilastro della civiltà come il concetto di inclusione dei diversamente abili. Ma non solo il classico convegno perché, in un teatro strapieno, si è dato vita a un edificante pomeriggio anche grazie alla partecipazione dell’Associazione Culturale Neon, che ha messo in scena il loro ultimo lavoro teatrale “Il volo degli storni” con la maggior parte di attori diversamente abili.
Prima dello spettacolo abbiamo posto alcune domande alla professoressa Paolina Mulé sul senso di questo convegno e dell’originale connubio con l’associazione Neon.
Disabilità e inclusione per nuovi progetti di vita, in questo edificante iniziativa come e in cosa può essere utile il teatro?
“Questo progetto mira a costruire percorsi di orientamento e di vita nelle persone con disabilità certificata in età adolescenziale; non solo, rivolgendosi a loro s’intende dare la possibilità di uno sviluppo personale e sociale, ma anche occupazionale. Pertanto, il teatro diventa, in questi casi, un dispositivo pedagogico ed è tra i più importanti che l’essere umano abbia creato perché è un connubio tra musica, teatro, parola, scenografia e i diversi linguaggi si intersecano, si ibridano e consentono a una persona con disabilità di essere libero di esprimersi e quindi di annullare la sua stessa disabilità”.
Un convegno per il corso di specializzazione per le attività di sostegno, ma c’è anche la presenza di figure della società civile come il presidente del Rotary Francesco Mauceri e il presidente dell’associazione “Alfredo Agosta,” Carmelo La Rosa. Quale sarà il loro ruolo?
“L’orientamento è quello di costruire dei patti di comunità con tutti i territori e queste due associazioni in particolare, ovviamente insieme ad altre, lavorano per promuovere il welfare culturale e il benessere psichico, ma anche la cultura della legalità per la promozione di un senso civico che, come sappiamo bene, ultimamente si è perso e che bisogna urgentemente ricostruire. Il teatro può essere l’occasione, lo strumento per potere, appunto, promuovere l’educazione alla legalità e quindi uno strumento che può migliorare anche il senso nel dare dignità alle persone con disabilità”.
Da diversi anni c’è in essere una collaborazione con l’associazione culturale Neon a conferma di un fiduciario sodalizio. Da dove nasce questa collaborazione e quale elemento è stato determinante per la sua reiterazione?
“Questo incontro è nato, appunto, tantissimi anni fa tra due persone che avevano il medesimo obiettivo da raggiungere, come quello di promuovere la cultura e valorizzare le differenze attraverso anche una forma di teatro diverso rispetto al solito. Quindi due persone, come me e Piero Ristagno, che avevano e continuano ad avere un’idea precisa, come quella di creare armonia attraverso il palco per tutti quelle ragazze e quei ragazzi che quotidianamente possono vivere degli evidenti disagi, soprattutto in un’ottica ecosistemica quando nel territorio la società li rende invisibili. Pertanto, l’obiettivo comune è, invece, quello di rendere visibili persone che hanno talenti pur avendo delle disabilità. Ed essendo direttrice del corso per il sostegno ho pensato così di far conoscere ai miei studenti questa realtà e ciò che fa la compagnia, non solo teoricamente, ma proprio facendo assistere ai loro spettacoli e fare conoscere loro i componenti della compagnia, che sono attori professionisti disabili che lavorano permanentemente all’interno di essa. Oltre la fiducia c’è anche un altro elemento che abbiamo tanto apprezzato, come la qualità del prodotto, ma anche il fatto che comunque Piero, attraverso la compagnia Neon, produce un format di teatro diverso rispetto al solito, perché è un teatro in cui davvero gli attori sono protagonisti e sul palco riescono ad annullare la diversità, le differenze. Così l’obiettivo è quello proprio di condividere il teatro come un dispositivo inteso non come ordine, ma come un congegno che mette in evidenza diverse funzionalità e da questo i nostri attori con disabilità certificata, sul palco diventano protagonisti per esprimersi attraverso i corpi, come in questo caso lo spettacolo ‘Il volo degli Storni’, un corpo che si muove, che vibra e quindi vi è una manifestazione di tutte quelle emozioni, attraverso le varie forme di linguaggio”.
La standing ovation a fine spettacolo è stata la palpabile testimonianza anche a conferma delle parole della professoressa Mulé e di come l’associazione Neon, anche stavolta, ha fatto centro, soprattutto nel saper coniugare messaggi di libertà attraverso l’arte del teatro. Nello specifico, grazie a un ipotetico volo che ha visto i ragazzi fare proprio, nella loro performance, la inspiegabile attitudine degli storni che, pur nella loro spiccata individualità, trovano nella condivisione della bellezza del loro volo l’unicità, senza che però venga meno la irripetibile individualità del singolo.






