CATANIA – Ricordare oggi il Giorno della Memoria dopo i fatti di Minneapolis significa riconoscere che l’intolleranza non è un reperto archeologico, ma una minaccia attuale che muta forma ma non sostanza.
Anche quest’anno il liceo Lombardo Radice sempre sensibile e aperto a riflettere su tematiche come l’olocausto, da anni celebra” Il giorno della memoria” con impegno civico e solidale.
Gli approfondimenti suggeriti dalla referente prof.ssa Marcella Labruna e accolti ed implementati dal dirigente Prof. Gianluca Rapisarda, hanno permesso di fare esprimere gli studenti attraverso articoli e riflessioni libere su processi che tutti vorremmo non si ripetessero:
- Identificare le radici del pregiudizio: Gli eventi di Minneapolis e la Shoah condividono la radice della deumanizzazione. Ricordare il passato insegna a riconoscere i segnali di un sistema che smette di vedere l’individuo per colpirlo in quanto parte di una minoranza.
- Contro l’indifferenza dei testimoni: Come sottolineato da diverse istituzioni ebraiche dopo la morte di George Floyd, la memoria serve a contrastare il ruolo degli “spettatori complici”. Nel 1945 come oggi, il silenzio di chi guarda senza intervenire permette alle ingiustizie sistemiche di perpetuarsi.
- Dal “Mai Più” all’azione presente: Il Giorno della Memoria non è solo una commemorazione statica, ma un impegno etico. Le proteste nate a Minneapolis hanno spinto molte comunità a riesaminare la propria coscienza e a trasformare la lezione storica in una lotta attiva contro il razzismo sistemico
- Solidarietà tra le vittime: Musei dell’Olocausto hanno ospitato mostre su George Floyd per sottolineare che la lotta contro l’odio è universale. Ricordare serve a unire le diverse esperienze di oppressione in un fronte comune per la giustizia sociale.
Sono nati così, da gruppi di classe, tanti elaborati, dove gli studenti hanno espresso le loro considerazioni di un mondo distrutto e distratto e il proprio impegno a volerlo migliorare. La memoria storica è lo strumento critico per evitare che l’odio, una volta normalizzato, porti nuovamente a conseguenze estreme.
Vuoi approfondire come le istituzioni educative stanno integrando il tema del razzismo moderno nelle celebrazioni del 27 gennaio? A campione si riporta uno dei tanti elaborati che fa di questi ragazzi un saldo esempio di sensibilità per il futuro affinché l’umanità non possa commettere sempre gli stessi errori.
Giornata della memoria: come il passato riecheggia nelle vicende di Minneapolis. Analisi dei parallelismi tra l’ascesa del fascismo storico e l’Operazione Metro Surge a Minneapolis
Per anni, abbiamo pensato che la democrazia in cui vivevamo fosse indistruttibile e che il fascismo fosse solo un vecchio retaggio, limitato ai libri di scuola. Tuttavia, ciò che sta succedendo nel mondo sembra suggerirci il contrario: la democrazia, anche quella del Paese apparentemente più solido e liberale, può vacillare. Gli eventi recenti a Minneapolis offrono un caso di studio allarmante su come tattiche autoritarie possano riemergere in una democrazia moderna.
A gennaio 2026, l’amministrazione Trump ha lanciato quella che il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha definito “l’operazione più grande della sua storia”, chiamata ‘Operation Metro Surge’. Migliaia di agenti federali mascherati e armati sono stati inviati a Minneapolis, non in risposta a un’emergenza specifica, ma come parte di una campagna punitiva contro uno stato che ha osato mantenere politiche di santuario. Questo articolo esamina diverse caratteristiche chiave dell’ascesa del fascismo storico e le confronta con le tattiche attuate a Minneapolis, rivelando parallelismi inquietanti che richiedono urgente attenzione.
Presentarsi come forza “anti-sistema”
Prima di prendere il potere, i movimenti fascisti si sono sempre presentati come forze “anti-sistema”, promettendo di smantellare istituzioni corrotte e di restituire il potere al popolo. Questa retorica ha permesso loro di attrarre ampio sostegno popolare, posizionandosi come outsider contro un establishment percepito come fallimentare.
L’amministrazione Trump ha inquadrato l’Operation Metro Surge come una battaglia contro istituzioni statali e locali che “ostacolano” l’applicazione della legge federale. Il governatore del Minnesota Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey sono stati accusati di “incitare all’insurrezione” quando hanno difeso i diritti dei loro cittadini. Trump ha promesso un giorno di “RECKONING & RETRIBUTION” per il Minnesota sui social media, presentando l’operazione non come normale applicazione della legge, ma come punizione per uno stato che ha osato opporsi alle sue politiche. Il linguaggio stesso — “resa dei conti” e “vendetta” — rivela l’intento punitivo piuttosto che quello di giustizia.
Identificare nemici chiari
I regimi fascisti hanno sempre identificato nemici chiari su cui scaricare le colpe dei mali della nazione. Nel fascismo tedesco e italiano, gli ebrei, i rom, gli oppositori politici e le minoranze sono stati trasformati in capri espiatori, facilitando la mobilitazione popolare contro questi “altri” pericolosi. L’Operazione Metro Surge ha preso di mira specificamente la comunità somala di Minneapolis e altri immigrati, con pattuglie itineranti di agenti mascherati che fermano persone basandosi su profilazione razziale. L’avvocato dello Stato ha sostenuto in tribunale che gli agenti federali stanno “profilando razzialmente e infliggendo violenza sulle persone.” Un caso emblematico è quello di Liam Conejo Ramos, un bambino di 5 anni fermato dagli agenti ICE mentre tornava dall’asilo.
Le immagini di Liam con il suo cappello da coniglietto blu e lo zaino scolastico hanno fatto il giro della nazione, sollevando domande fondamentali su cui l’amministrazione Trump stia realmente prendendo di mira nella sua “operazione di deportazione di massa.” Il Segretario di Stato del Minnesota Steve Simon ha respinto le richieste federali di accesso ai registri degli elettori e ai dati di welfare, definendole “un tentativo oltraggioso di costringere il Minnesota a fornire al governo federale dati privati su milioni di cittadini statunitensi in violazione delle leggi statali e federali.”
Mistificare la realtà attraverso propaganda
Una volta preso il potere, i regimi fascisti hanno mistificato la realtà, creando una versione alternativa adattata alla propria ideologia. La propaganda è diventata uno strumento essenziale per controllare la narrativa pubblica e sopprimere le voci dissidenti. Le contraddizioni tra le dichiarazioni ufficiali e le prove documentate sono sorprendenti. Dopo la morte di Alex Pretti, un’infermiera di terapia intensiva di 37 anni, il capo del Border Patrol Gregory Bovino ha affermato senza prove che Pretti intendeva “massacrare” gli agenti federali e li aveva “aggrediti”. Tuttavia, video e testimonianze oculari contraddicono direttamente questa narrativa. I filmati mostrano Pretti con un telefono in mano, non un’arma, mentre cerca di proteggere manifestanti donne spinte a terra dagli agenti.
Trump ha condiviso sui social media immagini dell’arma che le autorità hanno dichiarato di aver recuperato, ma i video della scena mostrano chiaramente che Pretti non stava brandendo alcuna arma quando è stato colpito. Il capo della polizia di Minneapolis Brian O’Hara ha osservato che “il Dipartimento di Polizia di Minneapolis ha recuperato circa 900 armi dalla strada l’anno scorso, arrestando centinaia di criminali violenti, e non abbiamo sparato a nessuno.” Delle tre morti per omicidio a Minneapolis nel 2026, due sono state causate da agenti federali.
Controllare i media
Il controllo dei mezzi di comunicazione è stato sempre fondamentale per i regimi fascisti. Attraverso la censura, l’intimidazione dei giornalisti e gli accordi con proprietari dei media compiacenti, questi regimi hanno amplificato la loro propaganda mentre sopprimevano le voci critiche. L’amministrazione Trump ha cercato di controllare la narrativa attraverso relazioni strategiche con media conservatori e l’intimidazione sistematica di osservatori e giornalisti indipendenti.
Gli avvocati dello Stato hanno sostenuto in tribunale che “gli agenti del DHS hanno raccolto foto e targhe degli osservatori in modo da poterli confrontare” anche quando “non sono accusati di un crimine o ragionevolmente sospettati di un crimine.” Renee Good, una donna di 37 anni uccisa il 7 gennaio, stava osservando le operazioni ICE con il suo partner quando è stata fatalmente colpita.
L’amministrazione Trump e i membri del suo governo hanno accusato Good di aver intenzionalmente colpito e cercato di investire un agente, definendo l’incidente un “atto di terrorismo domestico” che ha lasciato l’agente ferito. In risposta alla diffusa disinformazione, il Minnesota ha lanciato un sito web dedicato a correggere le false affermazioni provenienti dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, riconoscendo che la battaglia per la verità richiede ora un’infrastruttura statale dedicata.
Creare un’emergenza
I regimi fascisti hanno spesso creato o sfruttato crisi per giustificare misure straordinarie. L’incendio del Reichstag in Germania nel 1933 fornì a Hitler il pretesto per sospendere i diritti civili e perseguitare gli oppositori politici. Queste “emergenze” sono state strumentalizzate per concentrare il potere e sopprimere il dissenso. L’Operazione Metro Surge è stata giustificata da affermazioni di frode diffusa nei programmi di assistenza all’infanzia e welfare, ma le ispezioni statali hanno smentito queste accuse.
Il Dipartimento del Minnesota per i Bambini, la Gioventù e le Famiglie ha ispezionato i centri di assistenza all’infanzia citati dalle autorità federali e ha trovato otto strutture con bambini presenti durante l’ispezione e una nona non ancora aperta per la giornata — nessuna evidenza della “frode massiccia” dichiarata. La Procuratrice Generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha inviato una lettera al governatore Walz definita dagli avvocati dello Stato come una “nota di riscatto”, promettendo di porre fine all’operazione federale in cambio di accesso ai registri degli elettori, ai dati di Medicaid e ai programmi di assistenza alimentare del Minnesota, oltre alla fine delle politiche di santuario dello stato.
Ciò genera una coercizione costituzionale pura: cambia le tue leggi o affronta la violenza federale.
Usare la violenza
La violenza è stata uno strumento fondamentale dei regimi fascisti: dalle squadre d’azione delle camicie nere in Italia alla Kristallnacht in Germania. La violenza non era casuale ma strategica, usata per intimidire gli oppositori, terrorizzare le comunità target e dimostrare il potere del regime. In meno di tre settimane, agenti federali hanno sparato tre volte a Minneapolis, uccidendo due cittadini americani: Renee Good e Alex Pretti. Un terzo incidente ha coinvolto un uomo venezuelano.
Gli avvocati dello Stato hanno documentato “uso eccessivo della forza e detenzioni e arresti non supportati di osservatori legali” e “uso indiscriminato di irritanti chimici” contro manifestanti pacifici. Una corte d’appello federale ha successivamente bloccato le restrizioni sulle tattiche ICE contro i manifestanti, permettendo agli agenti di continuare ad arrestare, detenere, usare spray al peperoncino e ritorsioni contro i manifestanti senza causa probabile. La Procuratrice Generale Bondi ha celebrato la decisione, dichiarando che “i giudici liberali hanno cercato di ammanettare i nostri agenti federali, limitare le loro azioni e mettere a rischio la loro sicurezza quando rispondono ad agitatori violenti.”
Il governatore Walz ha descritto la situazione come “una campagna di brutalità organizzata contro le persone del nostro stato.” Gli ex presidenti Barack e Michelle Obama hanno rilasciato una dichiarazione affermando che “per settimane, le persone in tutto il paese sono state giustamente indignate dallo spettacolo di reclute ICE mascherate e altri agenti federali che agiscono con impunità e si impegnano in tattiche che sembrano progettate per intimidire, molestare, provocare e mettere in pericolo i residenti di una grande città americana.”
Usare la paura
Laddove la propaganda non arriva, i regimi fascisti hanno usato la paura. La minaccia costante di violenza, arresto arbitrario e persecuzione ha creato un clima di terrore che ha soppresso il dissenso più efficacemente di qualsiasi censura formale. Le persone si sono autocensurate, temendo le conseguenze di parlare apertamente. L’impatto psicologico dell’Operazione Metro Surge è stato devastante. Gli avvocati dello Stato hanno testimoniato che “cittadini degli Stati Uniti, in particolare quelli di colore, vivono nella paura. Cittadini degli Stati Uniti stanno portando documenti per provare la loro cittadinanza.” In una nazione fondata sui principi di libertà e uguaglianza, i cittadini americani ora portano documenti di identità per paura di essere fermati da agenti federali mascherati.
La presenza di “migliaia di agenti mascherati armati di fucili d’assalto che si diffondono nella nostra regione in pattuglie itineranti” ha trasformato Minneapolis in quella che molti residenti descrivono come una zona di guerra. Le scuole hanno implementato nuovi protocolli di sicurezza, le famiglie hanno modificato le loro routine quotidiane e le comunità immigrate vivono in costante timore. Chris Madel, un candidato repubblicano alla governatura, si è ritirato dalla corsa dichiarando che non poteva sostenere “la vendetta” dei repubblicani. La sua decisione sottolinea come anche all’interno del Partito Repubblicano ci siano voci che riconoscono che ciò che sta accadendo a Minneapolis supera i normali confini della politica partigiana.
Iniziare a rovesciare le istituzioni democratiche
Il passo finale nell’ascesa del fascismo è stato il rovesciamento sistematico delle istituzioni democratiche. In Germania e Italia, questo processo ha incluso la manipolazione dei sistemi giudiziari, l’indebolimento dei parlamenti, l’eliminazione dell’indipendenza della stampa e la concentrazione del potere esecutivo. L’Operazione Metro Surge rappresenta un attacco diretto al federalismo costituzionale e ai diritti degli stati. Gli avvocati del Minnesota hanno sostenuto che “nei 250 anni di storia di questa nazione, non abbiamo mai visto un governo federale attaccare gli stati basandosi su animosità personale.”
Il caso solleva questioni fondamentali sulla separazione dei poteri. Il giudice capo del Minnesota ha ordinato al direttore ad interim dell’ICE Todd Lyons di comparire di persona per rispondere del perché l’agenzia non ha rispettato gli ordini del tribunale. Il giudice ha scritto che è “straordinario” ordinare al capo di un’agenzia federale di comparire davanti a un tribunale, “ma la portata della violazione degli ordini del tribunale da parte dell’ICE è ugualmente straordinaria, e misure minori sono state tentate e fallite.”
L’ordine del giudice capo è arrivato dopo che il governo federale non è riuscito a fornire un’udienza di cauzione per un immigrato detenuto, sfidando un precedente ordine del tribunale. “Questo è uno di dozzine di ordini del tribunale con cui gli imputati non sono riusciti a conformarsi nelle ultime settimane,” ha scritto il giudice. Trump ha minacciato di invocare l’Insurrection Act, una legge del 1807 che permetterebbe al presidente di schierare l’esercito americano contro i civili americani. Questo rappresenterebbe un cambiamento sismico nel rapporto tra governo federale e cittadini, trasformando le forze armate da difensori della nazione a strumenti di oppressione interna. In conclusione, possiamo intendere come non servano necessariamente giunte militari e colpi di Stato: un cambio di regime non avviene sempre da un momento all’altro avvalendosi dell’uso della forza. Ma può passare anche attraverso le elezioni.
Questa è la lezione più allarmante che possiamo trarre dal confronto tra il fascismo storico e gli eventi contemporanei. Per quanto sia importante ricordare che ogni regime ha delle caratteristiche proprie, dettate dal tempo e dal contesto in cui si sviluppa, notare delle analogie tra gli eventi passati e quelli presenti ci serve per comprendere delle dinamiche comuni, per individuare i segnali critici che hanno caratterizzato i regimi passati e che, seppur in forme diverse, si ripropongono nelle nostre società. La storia ci insegna che il fascismo non si afferma improvvisamente ma avanza gradualmente, testando i limiti, normalizzando l’anormale, erodendo le norme democratiche passo dopo passo.
La risposta deve essere altrettanto persistente: la storia del fascismo ci mostra cosa può accadere quando le persone rimangono passive di fronte all’autoritarismo crescente. Ma ci mostra anche che la resistenza è possibile, che le democrazie possono essere difese, e che i cittadini comuni possono fare la differenza quando scelgono di agire. “La libertà non è mai più di una generazione lontana dall’estinzione. Non la trasmettiamo ai nostri figli nel sangue. Deve essere combattuta, protetta e tramandata affinché possano fare lo stesso.” — Ronald Reagan
Articolo redatto in collaborazione con gli alunni Barbagallo Stefano, Lombardo Vittoria, Santocono Irene e Testa Laura della classe 5LB – Fonte foto unibzmagazine



