Il Liceo Angelo Musco di Catania e la didattica a distanza - L'INTERVISTA

Il Liceo Angelo Musco di Catania e la didattica a distanza – L’INTERVISTA

Il Liceo Angelo Musco di Catania e la didattica a distanza – L’INTERVISTA

CATANIA – Le ultime disposizioni del Presidente della Regione e poi del Presidente del Consiglio hanno costretto la scuola secondaria di secondo grado a ritornare alla didattica a distanza, un’esperienza già vissuta nei mesi conclusivi dello scorso anno scolastico, con tutte le limitazioni che questa modalità di “fare scuola” comporta.


È del tutto evidente che i numeri della pandemia sono nelle ultime settimane in crescita e questo ha comportato delle dolorose scelte politiche che hanno determinato il ritorno alle lezioni a distanza. L’esperienza maturata lo scorso anno ha consentito di attivare la didattica a distanza in maniera più rapida ed efficace migliorando tutti quegli aspetti che rappresentavano ostacoli per una didattica davvero proficua.

Il LiceoAngelo Musco” di Catania, che è suddiviso in tre indirizzi (artistico musicale e coreutico) ha specifiche differenti e non è semplice far conciliare la Dad con le discipline laboratoriali, in quanto queste presentano evidenti complicazioni, anche di natura tecnica, difficili da rimuovere attraverso le lezioni a distanza. Per fare un esempio concreto, le lezioni di strumento, sia quelle singole che a maggior ragione quelle di musica d’insieme (orchestra), non possono in alcun modo essere svolte con la stessa didattica delle lezioni in presenza e la distanza tecnologica aumenta i problemi. Discorso analogo per le lezioni di tecnica di danza per il coreutico.


 

 

Per cercare di ovviare a queste e ad altre difficoltà, i docenti della scuola insieme allo staff dirigenziale lavorano a stretto contatto per inventare una didattica che possa integrare le discipline da studiare con gli strumenti informatici a disposizione e raggiungere così le case di ogni studente in maniera incisiva. Molto dell’apprendimento in questa modalità dipende soprattutto dalla partecipazione e dall’impegno dello studente ma anche dalle possibilità tecnologiche in possesso alle famiglie e alle scuole.

La scuola ha investito e investe da anni in informatica e nei materiali didattici che possono essere utilizzati dagli studenti in remoto, con videolezioni, documentari e materiali dell’archivio Rai che vengono messi a disposizione sia dei docenti che degli alunni. Sono stati acquistati, inoltre, dispositivi informatici che vengono consegnati alle famiglie degli alunni sprovviste in comodato d’uso. Ogni singola esperienza accumulata in questi mesi sarà utilizzata per non interrompere quel legame fra studenti e professori che sono alla base di una scuola che funzioni. La scuola da lunedì si è impoverita soprattutto di socialità ma questa sarà una di quelle perdite che con la didattica a distanza non potrà essere colmata.

Si vivrà, dunque, la scuola ancora una volta in una maniera lontana dalla sua vera essenza, da quei rapporti umani che danno qualità a ogni forma di insegnamento, che fanno crescere ogni alunno e renderlo cittadino consapevole. Ma verrà vissuta anche con la consapevolezza che gli sforzi che sono stati compiuti in tutti questi mesi possano aiutare a rendere la didattica a distanza un modo nuovo di vivere la scuola, in questa lunga emergenza sanitaria, senza svuotarla né di contenuti né di esperienze e confronti. Nell’attesa di ritornare a vivere la scuola fra i banchi, nei laboratori artistici, fra le sale di danza e le sale di registrazione. Per ritornare a vivere la scuola dentro la scuola.