Doppi turni all’Istituto “Karol Wojtyla”, i disagi degli studenti diversamente abili: la risposta della dirigente scolastica

Doppi turni all’Istituto “Karol Wojtyla”, i disagi degli studenti diversamente abili: la risposta della dirigente scolastica

CATANIA – Doppi turni e lezioni al freddo. È questo il quadro dipinto dagli studenti dell’Istituto professionale alberghiero Karol Wojtyla di Catania. Una situazione delicata per la quale hanno protestato occupando i locali della scuola e che vi abbiamo raccontato dando voce ad alunni e docenti.

Oggi è giunta in redazione una lettera dell’Associazione Famiglie Persone Down di Catania in merito ai disagi degli alunni diversamente abili che devono affrontare i doppi turni. Eccone il testo riportato integralmente:

La scrivente Associazione Famiglie Persone Down di Catania pone all’attenzione, la grave situazione dell’Istituto Alberghiero Karol Wojtyla di Catania in particolare il plesso di via Anfuso. L’istituto da anni ha problemi di sovrannumero di alunni, la dirigente prof.ssa Daniela Di Piazza da anni richiede un nuovo plesso e nel frattempo ha gestito il sovrannumero di iscritti fino all’anno passato, con una turnazione mattutina fra le classi.

Quest’anno la situazione è precipitata: il numero degli iscritti è tale che, all’inizio dell’anno ha deciso di dare il via provvisoriamente al doppio turno, con solo le classi quarte, fino alla fine di ottobre data della consegna dei nuovi locali da parte della Città Metropolitana. In realtà ciò non è avvenuto, in quanto i locali assegnati all’Istituto sono quelli del Leonardo da Vinci, di proprietà di privati, con i quali è in corso una trattativa che pare sia già a buon fine, ma sicuramente non potranno essere a disposizione per quest’anno scolastico.

La settimana scorsa giunge una comunicazione della dirigente scolastica, ufficializzata nel collegio dei professori svoltosi lunedì 22 gennaio c.a., nella quale veniva deciso il cambio della turnazione (che doveva essere provvisoria fino alla fine di novembre ) a partire dal 05 febbraio c.a.: anziché le classi quarte le terze. Quattro classi di terze andranno al doppio turno, all’interno delle quali sono presenti, per classe un ragazzo con diagnosi rilevata con art. 3 comma 3.

La comunicazione ha suscitato diverse reazioni fra gli studenti, nelle rispettive famiglie, e inevitabilmente, nelle famiglie dei ragazzi con disabilità, il cui disagio è enormemente amplificato. Ciò significa per i ragazzi con disabilità la negazione del diritto allo studio.

Alle considerazioni della scrivente sulla impraticabilità della soluzione adottata per i ragazzi con disabilità, a poter frequentare il turno scolastico dalle 14,30 alle 20,30, poiché:
– impegnati nelle ore pomeridiane in terapie presso strutture sanitarie pubbliche e in altri corsi fondamentali a supporto del loro processo di crescita;
– la collocazione nelle ore diurne dei ragazzi , dato che in molti casi entrambi i genitori lavorano;

la dirigente ha risposto che avrebbe provveduto a realizzare un progetto indirizzato solo ai ragazzi con disabilità, da svolgersi alcuni giorni della settimana nelle ore diurne.

Annullato il percorso di inclusione degli alunni con disabilità, obiettivo che la scuola italiana dell’autonomia dovrebbe perseguire.

Apparendo evidente la gravità della situazione e di quanto proposto e in considerazione che:

• non riusciamo a comprendere la necessità del doppio turno anche in considerazione del fatto rimanendo la scuola chiusa il sabato, tutte le aule rimangono vuote;
• non riusciamo a comprendere altresì per quale ragione la dirigenza scolastica, a conoscenza della problematicità della situazione logistica degli anni passati, non abbia pensato di tutelare i ragazzi che già frequentavano, riducendo il numero delle iscrizioni che, anche quest’anno, sono state sovrannumerarie;
• ignoriamo la legittimità del cambio di orario a metà anno scolastico;
• riteniamo la proposta di soluzione avanzata, non risolutiva delle problematiche poste e in contrasto con tutti gli orientamenti psicopedagogici e legislativi in materia di inclusione dei ragazzi con disabilità.

Il plesso di Via Anfuso del Karol Wojtyla è stato, da venerdi 19 c.m. occupato dagli studenti che protestano per le decisioni prese sulle loro spalle e in attesa di una soluzione che non preveda il doppio turno e, stamattina 30 gennaio è stato fatto sgombrare dai carabinieri”.

Per nostro stile e abitudine deontologica, abbiamo chiesto replica alla dirigente scolastico che ci ha fornito la risposta alle lettera inviata dall’associazione. Anche in questo caso pubblicata integralmente:

A seguito della Vostra missiva, la sottoscritta dott.ssa Daniela di Piazza, Dirigente Scolastico dell’ I.P.S.S.E.O.A. “K. Wojtyla” di Catania, ritiene opportuno dare qualche chiarimento nel rispetto degli alunni che a breve si troveranno ad affrontare il doppio turno. 

La sottoscritta, sin dal suo insediamento nell’Istituto e così come era stato fatto dalla precedente Dirigenza, ha richiesto un nuovo plesso per far fronte alle esigenze di sovrannumero degli alunni, registrato non solo nelle classi prime, di nuova formazione, ma e soprattutto nelle classi successive.

Nel rispetto del diritto allo studio di tutti gli alunni, in questo anno scolastico, a differenza di quanto scritto, si è ridimensionato il fenomeno non accettando iscrizioni di alunni provenienti da altri Istituti, non predisponendo esami passerella, rilasciando nulla osta a chi ne ha fatto richiesta, non permettendo l’ulteriore frequenza di alunni bocciati per due volte e non avallando bocciature di alunni diversamente abili. Ciò ha ridotto il numero degli alunni dell’Istituto e si è formata una classe prima in meno rispetto allo scorso anno, con conseguente presenza di docenti soprannumerari.

Negli anni precedenti, proprio per scongiurare il disagio del doppio turno, la scrivente ha permesso, assumendosi in prima persona ogni tipo di responsabilità e contravvenendo ad alcune disposizioni relative alla sicurezza, la turnazione mattutina delle classi. Tale assunzione di rischi e responsabilità, anziché accelerare i tempi di risoluzione del problema, ha creato una situazione di stallo ed è stata considerata dagli organi di competenza una soluzione praticabile. 

Non essendo così, ho ritenuto, in accordo con gli organi collegiali dell’Istituto, dare avvio al doppio turno sin dall’inizio dell’anno scolastico e fino a quando non si giungerà a definitiva soluzione. La decisione intrapresa prevedeva un cambio di turnazione delle classi, qualora non si fosse risolto il problema entro la fine del primo quadrimestre. Pertanto, giunti al mese di febbraio, così come stabilito, si procederà alla frequenza pomeridiana delle classi terze, ancora fiduciosi in una celere assegnazione del nuovo plesso, tra l’altro già individuato.

Riguardo alla ulteriore contestazione che mi viene addebitata di negazione del diritto allo studio degli alunni diversamente abili in situazione di gravità, pur riconoscendo il disagio di alunni e famiglie, ritengo di essermi adoperata affinché questi ragazzi, che sono presenti non solo nelle terze classi ma in ogni classe, possano frequentare la mattina attraverso progetti didattico – laboratoriali all’interno di classi aperte.

Operando in tal modo, la qualità dell’integrazione scolastica non viene pregiudicata, in quanto l’alunno, insieme a compagni di classe, si troverebbe ad interagire con docenti e allievi di altre classi senza doversi chiudere nella monade della propria classe ed avrebbe la possibilità di fruire di una maggiore flessibilità dell’offerta formativa, esperienza che gli alunni diversamente abili delle classi quarte stanno facendo in un’ottica di inclusione e non certamente di esclusione.

Tale orientamento, tra l’altro, è anche sostenuto da adeguata normativa:

‘Al fine di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la piena formazione della personalità degli alunni, la programmazione educativa può comprendere attività scolastiche di integrazione anche a carattere interdisciplinare, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse, ed iniziative di sostegno, anche allo scopo di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni…..’ (Legge 517, art.7);

‘Nell’esercizio dell’autonomia didattica le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune e tra l’altro: d) l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso ‘(Regolamento dell’autonomia scolastica, art.4);

‘Le istituzioni scolastiche sono autorizzate a sperimentare , in particolare: C) articolazione flessibile del gruppo classe, delle classi o sezioni, anche nel rispetto del principio dell’integrazione scolastica degli alunni con handicap’ (D.M.179/99).

Ciò nondimeno, faccio presente che il problema della mancanza di aule e, dunque dell’urgenza del trasferimento in un nuovo plesso, rimane una priorità nel mio impegno quotidiano di Dirigente”.

Intanto si apprende che il plesso di via Anfuso, che era stato già liberato dagli studenti dopo l’occupazione, ieri notte sarebbe stato preda di un blitz vandalico nel corso del quale sarebbero stati rotti vetri, gli strumenti informatici sarebbero stati distrutti e gli estintori aperti.

Sull’episodio indagano le forze dell’ordine che, però, non potranno avvalersi dei filmati registrati dalle telecamere del sistema di videosorveglianza: anche quest’ultime, infatti, sono state distrutte.