CATANIA – Una settimana intensa sulle piste da sci per l’IC Cavour di Catania, diretto dalla Preside Maria Gabriella Capodicasa, grazie al “Progetto Neve“.
Il “Progetto Neve” dell’IC Cavour di Catania unisce 166 studenti
Docenti, alunni e famiglie raccontano un’esperienza che va oltre il semplice viaggio di istruzione. Si è conclusa con successo e con un bagaglio carico di emozioni la settimana bianca dell’Istituto Comprensivo Cavour a Bardonecchia. Un’invasione gioiosa di 166 alunni, accompagnati da 15 docenti, che ha dato vita ancora una volta allo storico “Progetto Neve“.
Un’iniziativa in cui la scuola crede fermamente e che, sotto la guida della Dirigente Scolastica Capodicasa, rappresenta ormai un pilastro irrinunciabile dell’offerta formativa.
Non si è trattato solo di imparare a fare lo spazzaneve o di perfezionare la tecnica in pista. L’obiettivo dell’istituto Cavour, anno dopo anno, è ben più ambizioso: utilizzare la montagna come un’aula a cielo aperto per costruire ponti, cementare legami e insegnare l’autonomia lontano dai banchi di scuola. Un’esperienza di crescita collettiva, la settimana a Bardonecchia è stata un microcosmo di vita vera.
Le parole dei docenti accompagnatori
“Abbiamo condiviso tutto in questi giorni. Abbiamo visto – raccontano i docenti accompagnatori, visibilmente stanchi ma soddisfatti – i ragazzi ridere a crepapelle e, a volte, piangere per la fatica o per una piccola delusione sportiva. Abbiamo visto nascere quei primi amori che fanno battere il cuore sotto la giacca a vento e abbiamo gioito per ogni piccolo traguardo raggiunto“.
Non sono mancati, come in ogni avventura che si rispetti, i momenti più complicati. “Tra una fasciatura e un passaggio obbligato al centro traumatologico, anche i piccoli “incidenti di percorso” si sono trasformati in momenti di vicinanza. Sono diventati racconti da condividere la sera in hotel e prove di coraggio superate insieme”. – Spiega la Prof.ssa Arena.
L’entusiasmo è palpabile nelle parole degli studenti: “Stare tutti insieme 24 ore su 24 è diverso che vedersi solo in classe,” – commenta Giulia, studentessa di seconda media. “Impari a conoscere i tuoi compagni per davvero, e anche i professori sono diversi, più vicini a noi”. Grazie veramente a tutti i docenti – dice Tommaso – ai maestri di sci, ai compagni e a chi ha reso possibile questo Progetto Neve: è stata un’esperienza fantastica, ma soprattutto vi volevo ringraziare per avermi fatto credere in me stesso anche quando era difficile crederci! Grazie Cavour!“.
Il commento della Preside, Maria Gabriella Capodicasa
La Dirigente Scolastica, Dott.ssa Capodicasa, sottolinea il valore pedagogico dell’iniziativa: “Il Progetto Neve non è una vacanza, è un investimento sulla crescita dei nostri ragazzi. Imparano a gestirsi, a rispettare le regole comuni e a sostenersi a vicenda. È la scuola che si fa vita“.
Ne sono consapevoli anche i genitori che fiduciosi hanno affidato i loro figli ai docenti accompagnatori: “Riteniamo il Progetto Neve una vera prova di crescita, non solo per i ragazzi, ma anche per noi. In questi giorni nostro figlio ha avuto l’occasione di mettersi alla prova lontano dalle abitudini quotidiane, imparando a gestire piccole responsabilità, a condividere tempi e spazi con gli altri e a guardare il mondo con maggiore autonomia. Esperienze come questa contribuiscono a costruire fiducia, consapevolezza e senso di appartenenza al gruppo, elementi fondamentali nel percorso di crescita personale.
Un’esperienza di vita e crescita personale
“Non abbandonatelo mai!” Commenta la mamma di Alice nel riabbracciarla all’aeroporto. “Ringrazio tutti i professori per la grandissima professionalità e passione che traspare in ogni loro azione verso i nostri figli. Nulla è dovuto e dimostrano sempre di essere docenti davvero unici! Tutto oltre le aspettative. Credo che la Cavour sia l’eccellenza delle scuole catanesi. Grazie di tutto quello che fate per i ragazzi!”. – Aggiunge il papà di Livio.
Un velo di malinconia ha accompagnato il rientro dei ragazzi di terza media. Per loro, questo è stato l’ultimo capitolo del Progetto Neve con la maglia della Cavour prima del grande salto verso il liceo. “Li abbiamo presi per mano, erano bambini e ora li vediamo pronti a diventare adulti. Li abbiamo visti cadere e rialzarsi in questi tre anni, accompagnandoli nel delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza“. – Confida con emozione la Prof.ssa Le Favi. “La verità – concludono il Prof. Sciuto e la Prof.ssa Sgrò – è che tra sorrisi, gioie e qualche brivido, questi ragazzi sono diventati, in fondo, un po’ anche i nostri figli“.
I ringraziamenti finali
“Ci teniamo a ringraziare la nostra Dirigente e le famiglie per la fiducia e la stima che ci dimostrano ogni anno affidandoci questi ragazzi”. – Concludono il Prof. Gerardi e la Prof.ssa Cantone, Referenti del Progetto – “Come educatori e genitori dobbiamo favorire negli adolescenti il recupero della dimensione corporea. Negli adolescenti di oggi si osserva sempre più una riduzione dell’esperienza del corpo come luogo di conoscenza, relazione e regolazione emotiva: il corpo non scompare, ma viene poco ascoltato, poco agito, più osservato che vissuto (immagine, prestazione, estetica), ma in questa esperienza è diventato oggetto più che soggetto“.
Il Progetto Neve, che la nostra scuola mette in atto da tanti anni, offre ai ragazzi un’occasione di attività pratiche e sportive vissute come esperienza e non come performance, di educazione emotiva che parta dalle sensazioni corporee, di momenti di ascolto del corpo, attraverso anche la relazione con adulti di riferimento. Crediamo nel valore educativo e pedagogico di esperienze come questa, in cui ci mettiamo in gioco, facendoci carico così della responsabilità che ci spetta – come adulti – di restituire ai nostri ragazzi un luogo in cui abitare il loro corpo e il loro animo in evoluzione.



