All’I.C. di Santa Venerina si impara la matematica attraverso la musica tra ricercazione, didattica e sperimentazione – VIDEO E FOTO

All’I.C. di Santa Venerina si impara la matematica attraverso la musica tra ricercazione, didattica e sperimentazione – VIDEO E FOTO

SANTA VENERINA – Un progetto scientifico e formativo, in collaborazione con l’Università di Bologna a cura del dott. Carlo Condarelli, è stato avviato quest’anno all’I.C. di Santa Venerina esattamente nel Plesso di Bongiardo, nella classe Prima B di Scuola primaria, incentrato sull’insegnamento e l’apprendimento interdisciplinare della Matematica e della Musica mettendo in evidenza l’epistemologia, ossia la natura profonda delle discipline.

Diversi sono gli aspetti d’innovazione metodologico-didattica, calibrati secondo i principi cardine del modello di “Scuola Senza Zaino“. Innovativo per esempio è il modo in cui vengono accostate le due discipline, in realtà contraddistinte da linguaggi ed epistemologie diverse e che qui sono messe in relazione sulla base non solo delle analogie ma anche delle differenze. Si sono così realizzati percorsi dal concreto all’astratto, cioè dalla musica esperibile fisicamente, tecnicamente e uditivamente, alle definizioni matematiche, che difficilmente sarebbero stati appresi. Tutto ciò è avvenuto addirittura con piacere e perciò con successo sul piano formativo.


La compresenza tra i docenti delle due discipline si è dimostrata una risorsa preziosa per favorire un’esperienza formativa significativa.

Grande rilievo ha avuto il trattamento laboratoriale dei contenuti. A partire da un contesto musicale praticato, che viene problematizzato, gli studenti giungono a scoprire, inventare, decostruire e ricostruire concetti matematici e musicali. Il laboratorio è qui inteso nel più stretto senso deweyano, quale luogo di “esperienza riflessiva”, cioè un’esperienza con cui gli studenti imparano.

La musica -afferma il D.S. Mariangiola Garraffoè un linguaggio universale soprattutto in un momento storico in cui cresce l’esigenza di promuovere un insegnamento in linea con le esigenze della società moderna. L’idea e la concretizzazione di una matematica che ‘canti’ i numeri, una matematica che catturi l’attenzione di tutti gli alunni per creare in classe un’atmosfera serena e gioiosa, si sposa perfettamente con la linea pedagogica della nostra scuola. Ed è proprio attraverso la musica che gli alunni possono esplorare la propria emotività, sviluppare la capacità di ascolto e di osservazione, aumentare il livello di concentrazione e di attenzione, utilizzando anche l’espressività corporea. Si creano, in questo modo, occasioni di crescita sociale e culturale nell’ottica di una didattica inclusiva“.

Articolo a cura di Francesca Giovanna Di Prima

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