Al via le celebrazioni per la Festa di Sant’Agata a Catania: il significato dei fuochi d’artificio della cosiddetta “Sira ‘o tri”

Al via le celebrazioni per la Festa di Sant’Agata a Catania: il significato dei fuochi d’artificio della cosiddetta “Sira ‘o tri”

CATANIA – È tutto pronto per i festeggiamenti di Sant’Agata, la Patrona di Catania. Già da circa un mese ci sono preparativi, allestimenti e grandi lavori di organizzazione nel “dietro le quinte“. Ma ormai l’attesa sta per finire, perché ufficialmente a dare il via alle celebrazioni vere e proprie, che cominceranno stasera, sarà la cosiddetta “Sira ‘o tri“.

Festa di Sant’Agata a Catania, si parte con “A sira ‘o tri

Un’attività pluridecennale questa dei fuochi d’artificio di Piazza Duomo, proprio davanti alla Cattedrale, che, oltre ad “aprire le danze”, porta con sé eventi significativi e antiche usanze, non solo religiose, ma anche folkloristiche. La “Sira ‘o tri” è una tradizione dedicata alla festività di Sant’Agata a Catania, celebrata ogni anno dal 3 sera al 6 mattina.

Questa festa, una delle più grandi mai realizzate e terza al mondo per affluenza, è tra quelle maggiormente sentite per tutti i cittadini, non solo catanesi. Infatti, oltre agli indigeni, in questi giorni di celebrazioni, quindi 3, 4, 5 e 6, ci sono persone provenienti da ogni parte d’Italia, e anche da altri Stati, per assistere con devozione all’intera festività.

I fuochi d’artificio della “Sira ‘o tri

Nel corso della mattina si svolgono altre iniziative, come la processione per l’offerta della cera, ma lo spettacolo pirotecnico, per il quale molti iniziano a “prendere posizione” già dal pomeriggio, anche per ascoltare l’annuale concerto che precede i fuochi d’artificio, comincia all’incirca verso le ore 20. Le strade del centro storico di Catania s’illumineranno per tutta la durata dell’esibizione, dando inizio alle celebrazioni per la Festa di Sant’Agata. A condurre la serata, il celebre Salvo La Rosa.

Dopo la “Sira o’ tri“, seguiranno nell’ordine, come fasi principali della festa, la Messa dell’Aurora, il giro esterno del busto reliquiario, quello interno con l’iconica salita di via San Giuliano, e il canto delle suore Benedettine, quest’ultimi, due dei momenti più emozionanti e solenni dell’intera festività.

Sempre oggi tra l’altro, si svolge la Candelora, tipica processione in cui si portano a spalla enormi ceri decorati per le vie della città. Il momento “clou” della manifestazione invece, si terrà il 5 febbraio, giornata in cui ha luogo il lungo e suggestivo “cammino”, trainando il busto reliquiario e correndo per il tratto della famosa “Cchianata di San Giuliano“, per dimostrare la grande e sentita devozione nei confronti di Sant’Agata.

Il 900° anniversario

Quest’anno inoltre, in occasione del 900° anniversario del ritorno delle reliquie della Patrona (1126-2026), vi è un programma ancora più “fitto”, con l’elenco completo degli eventi per le celebrazioni Agatine.

L’aver custodito per nove secoli il corpo della Santa all’interno della Cattedrale per tutto questo tempo, rappresenta per la comunità un forte legame identitario, simbolo di unione cristiana e testimonianza del martirio.

Per la ricorrenza del Giubileo Agatino nel IX Centenario della traslazione delle reliquie, è stata stilata un’ampia lista d’iniziative. Insomma, per Sant’Agata 2026 dunque, le celebrazioni sono più “immense” del solito, con numerosi appuntamenti da non perdere.

Lo spettacolo pirotecnico

I fuochi del 3 febbraio, noti come “A sira ‘o tri“, sono il simbolo non solo di un grandioso spettacolo pirotecnico inaugurale della Festa di Sant’Agata a Catania, ma anche di un momento di aggregazione popolare che unisce tutti, soprattutto i devoti.

Inoltre, si tratta del “primo atto” di grande rilievo delle celebrazioni, che rende omaggio alla Santa e attira ogni anno migliaia di persone. È infatti il preludio della processione, che avrà luogo invece nei giorni successivi, fino all’alba del 6 febbraio.

Storicamente e fino a qualche decennio fa, questa tradizione era caratterizzata da fuochi d’artificio molto rumorosi, detti “masculari“, ma con il trascorrere degli anni sono stati sostituiti con degli spettacoli piromusicali.

Il concerto

Stasera infatti, a precedere gli “spari”, sarà un concerto speciale, che fa parte di un importante progetto quasi “emblematico”, di particolare valore storico e culturale, volto alla valorizzazione della musica liturgica.

Sarà infatti presentata, in prima mondiale assoluta, la cantata del 1879All’inclita vergine promartire catanese S.Agata“. Questo si è reso possibile grazie al recupero, attraverso una meticolosa attività di ricerca filologica, di un corpus di opere “cadute” nell’oblio da circa un secolo.

Questo ha permesso a due musicologi catanesi, con la collaborazione di alcune istituzioni locali, di ricostruire dettagliatamente la mappatura sonora di una Catania del periodo compreso tra Ottocento e Novecento.

A concludere la serata musicale, nella quale non può assolutamente mancare il coro di voci bianche formato da alunni delle scuole catanesi, saranno i fuochi artificiali, che sanciranno anche l’inizio ufficiale dei festeggiamenti.

Tradizioni, miti e leggente de “A sira ‘0 tri

Secondo la tradizione, sparare i “botti” aveva un significato ben preciso. Infatti l’obiettivo finale da raggiungere era quello di “svegliare” Agata, rinchiusa nella sua “cammaredda“.

Si tratta del cuore pulsante di miti e leggende, nonché del luogo di culto più sacro dell’edificio, nella cui stanza misteriosa, Agata sarebbe stata “costretta” a rimanere, uscendo solo in occasione delle celebrazioni in suo onore.

Quindi, in un certo senso come un richiamo, più è forte il rumore dei fuochi d’artificio, maggiori saranno le possibilità di farsi sentire da Agata, chiusa in questa camera quasi “impenetrabile”.

A proteggere la Cappella vi è un cancello in ferro battuto, verso cui si recano abitualmente numerosi fedeli, in modo da avere una sorta di “avvicinamento” spirituale con la Santa.