Manifesti fascisti nel Catanese, la ribellione dei deputati: “Un fatto gravissimo che non può restare impunito”

Manifesti fascisti nel Catanese, la ribellione dei deputati: “Un fatto gravissimo che non può restare impunito”

CATANIA –Proprio nel giorno in cui la presidente del consiglio Giorgia Meloni dichiara alla Camera di essere contro ogni autoritarismo, fascismo incluso, a Paternò, comune in provincia di Catania che per altro ha dato i natali al presidente del Senato, Ignazio La Russa, succede un fatto gravissimo che non può restare impunito“.

Queste le parole del deputato del Pd alla Camera e segretario regionale del partito in Sicilia, Anthony Barbagallo.


La città – continua – è tappezzata da manifesti, anonimi, con due 2 date (28 ottobre 1922 – 28 ottobre 2022) che ricordano il prossimo anniversario della marcia su Roma, cioè l’avvio di uno dei periodi più bui della nostra nazione, l’avvio del ventennio fascista. E in più la dicitura: un popolo in marcia“.

Invito il sindaco di Paternò a provvedere immediatamente – aggiunge l’esponente del Pd – ad oscurare questi manifesti, a tutela dell’amministrazione comunale in primis, visto che l’affissione sembrerebbe essere stata autorizzata dal Comune stesso“.

In merito a quanto accaduto si è espresso anche Francesco Ciancitto, parlamentare alla Camera dei deputati: “Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso.

Nel giorno in cui la premier Giorgia Meloni consegna alla storia, in modo inequivocabile, definitivo e netto la condanna delle leggi razziali, a Paternò – prosegue – una anonima mano (ma autorizzata dal Comune attraverso il serio affissioni) riempie la città di manifesti provocatori che comparano la marcia su Roma all’insediamento dell’attuale Governo. Si tratta di un atto irresponsabile e meschino. Un fatto grave che è una istigazione alla violenza e una mancanza assoluta di rispetto nei confronti delle Istituzioni. Un gesto che condanno fortemente e sul quale chiediamo a gran voce che venga fatta chiarezza. Restare in silenzio o, peggio, indifferenti significherebbe alimentare una spirale di odio e ignoranza“.

A commentare l’inaccettabile gesto è stato anche Gaetano Galvagno: “Non conosco l’autore del manifesto. È un nostalgico del ventennio o è un provocatore di sinistra? In tutti i casi, il governo Meloni non appartiene e non può essere paragonabile a quegli anni“.

Dispiace che su questi manifesti ci sia, come sembrerebbe, l’autorizzazione ad affiggere del Comune di Paternò“. Il consigliere comunale a capo dell’opposizione del civico consesso di Paternò, Alfio Virgolini, si è subito attivato per risalire alle autorizzazioni concesse per l’affissione dei manifesti incriminati e individuare così gli autori: “Su mio sollecito – fa sapere il consigliere Virgolini – è intervenuto l’assessore al ramo che provvederà alla defissione di questi manifesti. Dall’assessorato prospettavano la restituzione dell’importo versato per la tassa di affissione. Io, invece, ho chiesto la denuncia in Procura del soggetto interessato“.

Fonte foto Acireale Social