Il Porto di Catania potrebbe essere un nuovo asset dello sviluppo e della coesione territoriale

Il Porto di Catania potrebbe essere un nuovo asset dello sviluppo e della coesione territoriale

CATANIA – Potrebbe essere il Porto di Catania un nuovo asset dello sviluppo e della coesione territoriale, un “tavolo” permanente di confronto che valuti anche l’impatto della Zona economica speciale del territorio (ZES), e un protocollo a salvaguardia della legalità e della buona occupazione da attivare all’interno dello scalo.

Sono questi i temi principali affrontati da Cgil, Cisl e Uil provinciali nell’incontro di alcuni giorni fa con Francesco Di Sarcina, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale.


Erano presenti, per la Cgil Catania, il segretario territoriale Giuseppe D’Aquila, per la Cisl Catania, il segretario generale Maurizio Attanasio, Giuseppe Famiano (reggente Filca Cisl Catania) e Mauro Torrisi (segretario generale Fit Cisl Catania); per la Uil, Salvo Morabito, responsabile Dipartimento Industria Uil Sicilia.

Le organizzazioni sindacali hanno così avviato il confronto con Di Sarcina sulle azioni immediate e di prospettiva che riguardano il Porto di Catania, soprattutto se considerato all’interno del quadro più complesso del sistema portuale della Sicilia orientale (Catania-Augusta-Siracusa).

All’attenzione dei sindacati ci sono le procedure per la messa in sicurezza e il ripristino della nuova darsena, azioni su cui Cgil, Cisl e Uil, in seno alla cabina di regia del “Patto per Catania”, avevano avanzato più volte una richiesta di confronto per non disperdere i finanziamenti già previsti per le opere.

Il presidente Di Sarcina ha evidenziato le azioni innovative e quelle in continuità col programma del commissario Alberto Chiovelli, e gli ulteriori interventi di miglioramento necessari per ottenere uno scalo funzionale ma non in antitesi ai porti di Augusta e Siracusa, che possono invece diventare complementari e caratterizzati da mission differenti.

Cgil, Cisl e Uil hanno infatti sottolineato la necessità di stilare un protocollo d’intesa per promuovere la tutela del lavoro, per garantire maggiore attenzione alla sicurezza e, in materia di appalti, per promuovere azioni finalizzate al rispetto dei CCNL e della clausola sociale, della legalità, dell’osservanza puntuale del DURC, nonché dell’iscrizione obbligatoria alla Cassa edile nel caso di opere che riguardino il comparto edile.

Abbiamo riscontrato una grande disponibilità nel presidente Di Sarcina – affermano D’Aquila, Attanasio, Famiano, Torrisi e Morabito – anche nella prospettiva di affrontare, attraverso un tavolo stabile e permanente, le questioni legate alla ZES, alla continuità territoriale, e a tutte le altre misure utili a impostare un sistema strategico per il commercio, per le spedizioni, per la mobilità e per il turismo crocieristico a Catania“.

I sindacati e la presidenza dello scalo etneo si sono dati appuntamento all’avvicinarsi delle scadenze del mese di luglio “per meglio definire il protocollo e i soggetti che vi dovranno essere coinvolti e valutare lo stato di avanzamento progettuale delle opere previste”.

Foto di repertorio