Cgil, Cisl, Uil: via da Catania tornacontisti e chiacchieroni

CATANIA – “Molto più che i dati impietosi sullo stato dell’economia etnea, sono eloquenti parole e sguardi di donne e uomini, ragazze e ragazzi, lavoratori, precari, pensionati e disoccupati che Cgil-Cisl-Uil incontrano quotidianamente in città e provincia. Monta la marea della disperazione. È emergenza-Catania che impone risposte subito, fatti concreti e non annunci, da istituzioni politiche, forze sociali e imprenditoria privata”.

Lo scrivono le Segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil in un documento approvato nel corso della riunione unitaria che si è tenuta ieri nella sala “Mico Geraci” in via Sangiuliano a Catania, presenti i segretari generali Giacomo Rota, Rosaria Rotolo e Fortunato Parisi.

segretari CGIL CISL UIL CATANIA

Cgil, Cisl e Uil aggiungono: “Nel ricordare tutte le vittime di non-lavoro, rivolgiamo a tutti un appello perché avvertano con noi la responsabilità di una fase tragicamente cruciale per questo territorio. Con tutti avvieremo già nei prossimi giorni un confronto serrato su proposte e idee per lo sviluppo e l’occupazione, ma soprattutto per la tutela della dignità di ciascun cittadino attualmente minacciata da una crisi prolungata e devastante”.

“Riteniamo – si legge ancora nel documento unitario – che siano a rischio le sorti individuali e i destini collettivi, quindi lo stesso sistema democratico fondato sul rispetto della persona e sulla legalità. Sappiamo bene, soprattutto a Catania dove la criminalità organizzata ha pescato e pesca a piene mani nelle sacche di emarginazione e disagio sociale, che DEMOCRAZIA È LAVORO. Qui, più che altrove, sono dunque urgenti politiche espansive perché le famiglie tornino a guardare con fiducia al futuro”.

“Tagliare i costi della malapolitica e della malaburocrazia, stanare i signori delle incompiute, ridurre la pressione fiscale e stimolare la creazione di lavoro buono, utile e dignitoso sono le priorità che Cgil, Cisl e Uil sostengono da sempre. Soprattutto a Catania, dove rivendichiamo la definitiva conclusione dell’insopportabile e disastrosa stagione delle chiacchiere e dei tornacontisti”.