Catania, consiglieri “in missione” per la legalità

Catania, consiglieri “in missione” per la legalità

CATANIA – L’appuntamento della commissione Legalità è a tarda sera: ieri, intorno alle 22, il presidente Carmelo Coppolino e un folto drappello di consiglieri hanno ispezionato e toccato con mano i luoghi del disagio etneo.

I consiglieri Maria Mastrandrea, Erika Marco, Giuseppe Catalano, Nino Vullo, Salvo Giuffrida e Carmelo Sgroi si sono recati prima al Pala Spedini, la struttura che accoglie i migranti, e poi in zona Stazione, epicentro di prostituzione e micro criminalità.


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“A Catania c’è una grande emergenza – spiega Coppolino – e si chiama sicurezza. In alcune zone manca completamente un controllo: qui a Cibali ci sono i migranti ospitati in questo palazzetto dello sport. Questa emergenza ha messo in ginocchio la città e questi ragazzi entrano ed escono, senza alcun controllo”.

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I consiglieri si sono fermati a parlare con gli “ospiti” dell’inospitale palazzetto. Nel centro di Catania vive un pezzo di Africa nera: la maggior parte dei giovani migranti viene dalla Nigeria o dallo Gambia. Hanno nel volto la sofferenza di un viaggio lunghissimo, culminato con l’arrivo in Libia per poi navigare verso le coste italiane. Sono qui da un mese e non vedono speranze per il futuro. Bivaccano tra gli spalti giocando a carte e senza nessun altro passatempo.

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Il quadro che ci si trova davanti è pessimo: i ragazzi dormono su vecchi materassi adagiati agli spalti. Dentro fa freddo e vi sono tantissime zanzare. Nel loro inglese malfermo ci fanno vedere come dormono per ripararsi dal gelo notturno e molti, quando sono arrivati, non avevano nemmeno un ricambio d’abito.

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In totale sono 58 ma molti escono la sera in giro per Cibali. “Non ci danno vestiti e nemmeno la possibilità di telefonare – spiega un ragazzo –. Non abbiamo niente per passare il tempo e quando stiamo male ci danno, ogni tanto, una pillola. Quando piove cade acqua all’interno ed entra il vento. E’ durissimo vivere qui”.

PalaSpedini

Alcuni di loro sono ammalati e con le transenne hanno costruito una rudimentale quarantena per isolarsi. “Il luogo per ospitare i migranti – spiega il consigliere Catalano – non è idoneo. Abbiamo chiesto un luogo adeguato sia per la tranquillità dei cittadini, che spesso sono spaventati dal gran numero di extracomunitari in giro per il quartiere, sia per questi ragazzi che hanno diritto a migliori condizioni igienico – sanitarie. Non è possibile tenerli così”.

La seconda tappa dei consiglieri è la zona stazione. Qui – probabilmente perché è lunedì – il mercato del sesso gira meno che i giorni passati, ma i gestori di un locale che si trova alla fine del “passiatore” non mancano di far sentire le loro rimostranze.

“Dato l’alto numero di prostitute – spiegano – c’è un giro di gente pessima in questa zona. Tra protettori e clienti è veramente difficile lavorare. Noi ce la mettiamo tutta, curiamo il verde circostante e lo manteniamo pulito a nostre spese. Effettivamente ci vorrebbero più controlli”.

La proposta di Carmelo Coppolino per arginare la deriva etnea chiama in causa il sindaco: “Enzo Bianco così come ha fatto con il Tar può intestarsi a livello nazionale una battaglia per Catania e per la sicurezza. Tra migranti, spaccio e prostituzione la città sta pagando un prezzo altissimo. Serve un maggior numero di forze dell’ordine e di controlli e il nostro primo cittadino può farsi sentire”.

Intanto proprio vicino alla fontana di Proserpina c’è una palma altissima transennata: ha il tronco quasi completamente divorato probabilmente dal punteruolo rosso. “L’hanno transennata – spiega il gestore del locale dirimpetto – dopo la tragedia di piazza Cutelli”.

Palma

La palma “pericolante”

Il passiatore potrebbe essere una zona di svago stupenda, invece è preda di barboni e zingari. I consiglieri hanno assicurato un tempestivo intervento e una serie di interventi volti a far chiarezza sulla situazione durante il civico consesso di quest’oggi.