CATANIA – Il vicepremier Matteo Salvini ha inviato una lunga lettera al direttore del Corriere della Sera pubblicata sulla pagina dell’edizione odierna del quotidiano. Una missiva che intende spiegare le motivazioni alla base delle scelte attuate dal ministro dell’Interno per il caso della nave Diciotti e per il quale i giudici vorrebbero processarlo.
Per Salvini la decisione sulla Diciotti è stata presa “nell’interesse pubblico” e per questo “va negata l’autorizzazione ai giudici“.
Prosegue il leader leghista: “La mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all’attività di ministro dell’Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale. Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell‘interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo“.
Il commento pubblicato sul Corriere della Sera arriva in seguito alla richiesta di autorizzazione a procedere arrivata dal Tribunale dei ministri del capoluogo etneo.
Spiega Salvini: “La valutazione del Senato è vincolata all’accertamento di due requisiti (ciascuno dei quali di per sé sufficiente a negare l’autorizzazione): la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Il Senato non è chiamato a giudicare se esista il fumus persecutionis nei miei confronti dal momento che in questa decisione non vi è nulla di personale“.
Il vicepremier aggiunge: “I giudici mi accusano di aver violato la legge imponendo lo stop allo sbarco, in virtù del mio ruolo di ministro dell’Interno“.
Conclude il leader del Carroccio: “Dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni. In secondo luogo, ci sono precise considerazioni politiche. Il governo italiano, quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un’equa ripartizione tra i Paesi dell’Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti. Questo obiettivo emerge con chiarezza dalle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno del 2018“.
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