Bianco assediato dai commercianti e dai consiglieri: ancora forti scontri

CATANIA – Bianco assediato su due fronti: da una parte ci sono i commercianti che incalzano l’amministrazione e dall’altra i consiglieri comunali dissidenti che non fanno dormire sonni tranquilli al sindaco in vista dell’arrivo in consiglio di delibere delicate come la variante al centro storico.


Ieri botta e risposta tra la Confcommercio e il primo cittadino che ha ricevuto una lettera aperta nella quale filtrava la delusione per i primi due anni di amministrazione.

“Ci saremmo aspettati ben altro – affermano i commercianti – ed invece registriamo la cronaca di un pesante fallimento. Non siete riusciti a risolvere alcun problema e avete creato guai in materia di viabilità”.


La Confcommercio ha tracciato una summa molto negativa – elencando le questioni più scottanti della vita politica etnea – puntando il dito direttamente contro sindaco e giunta.

Ieri l’amministrazione ha risposto adducendo la paternità dei malcontenti a una cerchia ristretta di operatori commerciali. Poi l’accusa: “Da due anni registriamo – spiega la nota del Comune – purtroppo, un atteggiamento pregiudizialmente ostile da parte di alcuni esponenti dei commercianti, compreso qualche funzionario, forse delusi per non aver ottenuto l’assessorato richiesto in campagna elettorale per uno di loro. Probabilmente da questo nasce il livore di personaggi sempre pronti a stringere accordi per poi rinnegarli, sempre pronti a invocare il confronto per poi pretendere che, calpestando ogni regola della democrazia partecipativa, le imposizioni di qualcuno diventassero legge. Sempre pronti a scrivere fiumi di parole, come in questa lunghissima ‘lettera aperta’, riguardanti soltanto in minima parte i problemi dei commercianti perché si tratta di comunicati stampa di un partito-ombra di opposizione che tradisce dunque la funzione di occuparsi dei problemi della categoria. In una parola, inaffidabili”.

Secondo la nota di Palazzo degli Elefanti questo atteggiamento di grande rissosità avrebbe creato, indirettamente, problemi di ordine pubblico “come in occasione dell’aggressione di un ciclista ‘reo’ di aver portato musica in una manifestazione”.

E’ arrivata la controreplica della Confocommercio che ha chiarito di non essere a caccia di poltrone: “La nostra presa di posizione non è quella di un singolo ma di un direttivo, quello dell’Associazione Commercianti di Catania, organizzazione di Confcommercio, che conta 11 componenti (più di quelli della Giunta Comunale) eletti da altri imprenditori, rappresentando, tra l’altro, diverse categorie merceologiche e le diverse aree del territorio comunale. Se la matematica non è un’opinione, fatte le proporzioni, siamo più rappresentativi del sindaco”.

“Se le questioni che abbiamo posto – prosegue la nota– PRG – Piano del Porto – Piano Commerciale – Piano dei Parcheggi – Piano Viabilità – hanno avuto l’avvio di un confronto noi chiediamo scusa per i toni forti o per aver parlato a sproposito. Ma se non hanno avuto neanche l’avvio di un confronto, non interessandoci le loro scuse per il tentativo meschino di gettarci fango, chiediamo semplicemente che si avvii il dibattito politico-tecnico, partendo da una visione di Città che tenga conto di tutte le sue componenti, di tutti i suoi contenuti, senza retorica e demagogia“.

Sul fronte del consiglio comunale la maggioranza non ha gradito (e forse è rimasta un po’ spiazzata) il sostegno di Area Popolare – un gruppo di opposizione – a Sicilia Democratica. Con il passaggio del consigliere Giuffrida al gruppo di Nicotra e Arcidiacono si è evitato il passaggio di questi ultimi al misto dopo l’addio di Catalano.

Da qui la nota dei capigruppo di maggioranza Porto, D’Avola, Bottino e Lombardo contro il consigliere Arcidiacono: “Di certo il vicepresidente del consiglio Arcidiacono non può più candidarsi a timoniere della “coerenza” così come ha impropriamente tentato di richiamare i suoi colleghi consiglieri, considerato che si è rivolto alle forze di minoranza per mantenere il gruppo, con i metodi di una becera e per fortuna tramontata politica che non accettava mai le sconfitte. La stessa che le prova tutte per mantenersi un titolo che magari gli consente il privilegio di una stanza e di una segretaria e di un titolo incoerente con la politica di coloro che lo hanno votato”.